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venerdì 13 maggio 2011

DONNE E LETTURA: QUEL BINOMIO CHE...

Visto che a Torino è in corso il Salone Internazionale del Libro, apertosi giovedì scorso e che si concluderà il prossimo lunedì, mi pare del tutto in tema riportare i risultati, relativi al 2010, di una ricerca Istat sullo stato della lettura in Italia. Secondo il famoso istituto di statistica, nel 2010 il 46,8% della popolazione di 6 anni e più ha dichiarato di aver letto, per motivi non strettamente scolastici e/o professionali, almeno un libro nei 12 mesi precedenti l’intervista. Nello stesso anno si è registrata una crescita della quota di lettori di libri: dal 45,1% del 2009 si è passati al 46,8%. Rispetto al 2009, inoltre, sono aumentate sia le differenze territoriali sia quelle sociali: la quota di lettori cresce nel Nord-ovest e nel Centro e, soprattutto, tra i dirigenti, gli imprenditori e i liberi professionisti. Il dato che fa sorridere riguarda la fascia di età: la quota più alta di lettori si registra tra gli 11 e i 17 anni, con un picco tra gli 11 e i 14 anni. Questo andamento tende a decrescere all’aumentare dell’età: infatti, già a partire dai 35 anni, la quota di lettori si colloca intorno al 50% per diminuire in maniera drastica dopo i 65 anni.


venerdì 29 aprile 2011

VIVA L'ITALIA!, NONOSTANTE TUTTO




VIVA L'ITALIA!
Risorgimento e Resistenza: perché dobbiamo
essere orgogliosi della nostra nazione

Aldo Cazzullo

Mondadori

€ 18,50

Aveva iniziato con Outlet Italia e continuato con L'Italia de noantri: Aldo Cazzullo prosegue il suo lavoro di fine indagatore del nostro Paese con quest'ultimo libro, nel quale decide di risalire i tornanti della storia recente per ricercare il filo rosso che ci tiene insieme e ci ha permesso di arrivare a celebrare il 150° anniversario dell'Unità d'Italia.
"Viva l'Italia!" è per molti un grido scherzoso, per nulla paragonabile al solenne "Vive la France!", molto meno noto e orecchiabile di "Forza Italia!", grido sportivo e successivamente divenuto nome di un partito politico. "Viva l'Italia!" è il titolo di una canzone che Francesco De Gregori ha dedicato al nostro Paese, ricordando i chiaroscuri che si nascondono nella nostra terra e nella nostra vita quotidiana. Sotto la spinta di questo grido d'incitazione, Aldo Cazzullo decide di analizzare Risorgimento e Resistenza in quanto momenti di snodo della nostra storia recente per restituire loro il valore che ad essi spetta, rimarcandone gli aspetti più importanti e talora dimenticati o del tutto ignorati.
Partendo dal Risorgimento, Cazzullo annota che esso "è considerato roba di liberali: quattro gatti, appunto." Tante le denigrazioni subite dai padri della patria: il Risorgimento non piace ai leghisti che lavorano per la disunità d'Italia, non piace ai comunisti per il suo carattere conservatore, non piace ai cattolici visto che il Papa ha dovuto soccombere sotto le cannonate degli zuavi francesi il 20 settembre 1870. Cazzullo non si illude che il 150° anniversario dell'Unità d'Italia possa cambiare le cose, semmai peggiorarle: le ricorrenze suscitano noia e disinteresse, sebbene non è superfluo ricordarne il significato, visto che "il Risorgimento coincide per l'Italia con la fine dell'Antico Regime, delle monarchie assolute, delle servitù feudali, del foro ecclesiastico, e l'inizio della lenta espansione delle libertà borghesi, della democrazia rappresentativa, dei diritti civili." Il Risorgimento è la storia del re arci-italiano Vittorio Emanuele II, di Camillo Benso conte Cavour, del re Carlo Alberto, di Giuseppe Mazzini, di Giuseppe Garibaldi, di Goffredo Mameli e di tante donne: non solo aristocratiche come come la contessa di Castiglione, ma anche borghesi e popolane "mandate sotto processo, talvolta in carcere e anche sul patibolo", donne che hanno affiancato i propri uomini e i propri figli, che portato messaggi nascosti sotto le vesti, preso le armi o soccorso i feriti come il triumvirato formatosi a Roma a cui Mazzini affida il comitato di soccorso composto da Giulia Bovio Paolucci, Enrichetta Di Lorenzo e Cristina Trivulzio di Belgioioso. Spesso ci si dimentica che nel 1848 è stata un'intera nazione a insorgere, da Palermo a Milano, che la storia del Risorgimento è una "storia di popolo", che "è stata l'Italia a fare il Risorgimento, e non il Risorgimento a fare l'Italia": l'Italia esisteva già da lungo tempo, ha più di 150 anni, è prima di tutto "un'idea letteraria", come ci ricordavano già Dante e Petrarca.


domenica 24 ottobre 2010

LA DONNA DI SCORTA

La donna di scorta

Diego De Silva

Einaudi

€ 9,50

Un uomo e una donna. Una giornata di pioggia, un incontro casuale per strada, le facce che si studiano e si piacciono da lontano: lei è Dorina, titolare di un'agenzia di traduzioni e ricerche bibliografiche, giovane, bella e single; lui è Livio, antiquario, sposato con Laura e padre di Martina. Da qui comincia quella che apparentemente si potrebbe definire un'ordinaria relazione tra amanti clandestini, che al contrario, pagina dopo pagina, diventa sempre meno ordinaria e sempre più straordinaria, una storia in cui i ruoli si invertono fin dall'inizio. Amore, adulterio, relazione, amicizia, il loro rapporto non si può classificare, i ruoli sono chiari da subito. Livio rimane estremamente colpito da questa relazione in cui le gerarchie non esistono: Dorina non è una donna di scorta, non vuole prendere il posto di Laura, non vuole da Livio nulla di più di quello che le può dare, non patisce la sua condizione di amante, non le importa quello che succede nella sua famiglia quando Livio è marito e padre. E questo Livio non lo capisce; inizia, così, a farsi prendere da un'ossessione che lo attanaglia in tutti i momenti della giornata, vuole capire se il silenzio, la mancanza di domande, la quiete che pervade Dorina ogni volta che Livio rientra in famiglia stanno a significare disinteresse oppure comprensione della sua posizione e nulla di più.
Domenico Scarpa afferma che "De Silva è un narratore nato, che sa raccontare e riflettere nello stesso respiro di frase" e nulla di più vero è condensato in questa frase se si pensa che tutta la storia riesce a restituire al lettore, in maniera veritiera e con enorme partecipazione emotiva, il sentimento di autarchia sentimentale che Dorina prova per Livio: non ricatta, non pretende, non insegue un posto perché a lei basta il desiderio dell'altro, la sua vicinanza, la sua presenza e nulla di più. Consiglio, perciò, caldamente questo libro, apprezzerete l'essenza più profonda del racconto di un sentimento che, inizialmente, può apparire malato, ma che in realtà si rivela essere genuino e composto; in special modo, ritengo che le donne potranno apprezzare meglio le sfumature dei comportamenti dei protagonisti e percepire in profondità i loro atteggiamenti e le loro movenze.
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