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giovedì 28 giugno 2012

ITALIA-GERMANIA: NOI SI VINCE ANCORA...

La gioia a fine partita: domenica, a Kiev, è finale.

Sibillina la frase del Barbieri intorno alle 19,30 di stasera: "I tedeschi sono bravi con la finanza... Ma con il pallone vinciamo noi!" E io che, invece, esprimevo le mie perplessità: "Chissà come va a finire, incrocio le dita, speriamo tutto bene..." E invece, ora è tutto vero, tutto come pronosticato dal suindicato ragioniere: siamo in finale, domenica a Kiev incontriamo la Spagna, campione europea in carica, nonché campione del mondo, oltre che già avversaria nel girone alla partita d'esordio a questo campionato europeo.
Il primo gol di Balotelli su assist di Cassano
Devo dire che non m'aspettavo una partita con così tanto mordente e, soprattutto, così tanto e perdurante ordine: dal primo all'ultimo minuto, abbiamo lottato su tutti i palloni e ciascuno si è sacrificato per aiutare la squadra nella fase difensiva (pure Balotelli, che, però, Prandelli, ad un certo punto, ha richiamato a stare più alto per non farci schiacciare); inoltre, mai ci siamo scomposti, nemmeno nei momenti di maggior pressione abbiamo perso la testa, facendo saltare le posizioni. Questo è lo spirito che volevamo vedere, questa è la forza del nostro gruppo, questo è il segreto che può aiutarci domenica a battere la corazzata delle Furie Rosse: grinta ed ordine. È pur vero che la Germania, stasera, non è apparsa quella a punteggio pieno uscita dal girone: si è mostrata spenta, imprecisa e povera di idee, talora incapace di far partire il gioco o di svilupparlo per la grande pressione esercitata dai nostri azzurri. Davanti, Mario Gomez non ha combinato nulla, non era in serata e, in più, ha dovuto vedersela con i nostri centrali che non gli concedevano spazio: Klose, subentratogli nel secondo tempo, ha senz'altro destato qualche pericolo in più. In generale, a centrocampo l'azione era lenta, poco fluida e povera d'inventiva e, in difesa, si è aperta più di una crepa.

venerdì 21 maggio 2010

INTER-BAYERN: CI SIAMO!


Vigilia tesa, come è naturale per una sfida che nasconde il successo o il fallimento di una stagione: al di là dei medesimi trofei conquistati in patria, campionato e coppa nazionale, vincere la Champions League ha un sapore tutto particolare, così speciale da sovrastare qualsiasi altro trofeo. Inter e Bayern Monaco sono già in terra iberica, si stanno preparando a giocare la partita che farà segnare il picco d'ascolto in tutta Europa e forse in tutto il mondo. Speriamo di poter celebrare una serata di buon calcio, di mostrare al mondo che l'Europa, tra poco meno di un mese in Sudafrica, potrà dire la sua, senza temere confronti con le blasonate squadre dell'America Latina.
Eppure, nonostante ci sia in campo, almeno formalmente l'Italia, vista l'elevata quantità di stranieri presenti nell'Inter, e l'avversario sia la Germania, di cui ancora ricordo gli sfottò prima della semifinale nel 2006, domani serà sicuramente non tiferò Inter. E' difficile tenere a bada il "cuore da curva" di cui parla anche Pigi Battista sul Corsera di oggi, è difficile dimenticare quell'atteggiamento prepotente e spocchioso, superbo ed esibizionista, talora vittimistico, che l'Inter rappresenta da sempre agli occhi di un qualsiasi anti-interista, indipendentemente dalla fede. E perciò domani sera sarò pronto a gufare, a sperare che l'Inter non riesca a cogliere il terzo successo della stagione. Tuttavia, in un piccolo angolo dell'animo, ho un po' di problemi a tifare apertamente Bayern Monaco: non tanto per gli insuccessi juventini maturati nei confronti dei bavaresi, peraltro meritati, considerando la Juve di quest'anno. Piuttosto per uno sgarbo all'Italia che considero gravissimo e in cui l'arbitro Orebro - il quale ha tanti nemici in Italia in considerazione dell'annullamento del validissimo gol segnato da Luca Toni contro la Romania agli Europei 2008 - ha la colpa maggiore: nella partita di Champions League Bayern Monaco-Fiorentina del 17 febbraio, Olic appoggia comodamente in rete, battendo Frey e portando in vantaggio i bavaresi, nonostante la sua posizione fosse chiaramente irregolare. Forse questo successo ha spianato la strada alla squadra di Van Gaal?
So sicuramente che non tiferò Inter, probabilmente tiferò Bayern, certamente esulterò se Olic o Robben infilassero Julio Cesar: spero, in fondo, di assistere ad una bella partita, bella per il calcio giocato, bella per la correttezza in campo e fuori dal campo, bella per il rispetto che avranno i giocatori e gli allenatori gli uni nei confronti degli altri, bella per la massima attenzione dell'arbitro e dei suoi assistenti. Insomma, bella se tutto verrà calcolato in maniera attenta e precisa, regalando ai milioni di persone che la guarderanno in tv e alle migliaia di tifosi che riempiranno il Bernabeu una finale speciale.


AGGIORNAMENTO DELLE 18:57 del 21 MAGGIO 2010

"Parli del diavolo e spuntano le corna": mai proverbio fu più azzeccato. Dopo aver ricordato le epiche gesta dell'arbitro Orebro, apprendo, alle 18,57, che lo stesso ha deciso che "lascia la carriera internazionale". C'è chi, in Italia, penso che esclamerà: "Finalmente!" Ecco la notizia da fonte Ansa riportata su Corriere.it.


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