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giovedì 7 luglio 2011

DIRITTI D'AUTORE: L'AGCOM RITRATTA


La levata di scudi di due giorni fa ha sortito gli effetti sperati: la delibera sul diritto d'autore da parte dell'AgCom che aveva dato vita a La notte della rete è stata ammorbidita. Tra le principali modifiche la più importante è quella riguardante la chiusura dei siti web, atto che può essere messo in essere solo dalla magistratura; inoltre, i giorni di tempo per il contradditorio sono passati da cinque a quindici. Così si è espresso ufficialmente Corrado Calabrò, presidente dell'AgCom, che ha approvato la delibera con sette voti a favore, uno contrario e uno astenuto.


Abbiamo messo a punto un testo attentamente riconsiderato, dal quale sono state eliminate ambiguità e possibili criticità, fugando così qualsiasi dubbio sulla proporzionalità e sui limiti dei provvedimenti dell’Autorità e sul rapporto tra l’intervento amministrativo e i preminenti poteri dell’Autorità giudiziaria. L’articolato verrà ora sottoposto a una nuova consultazione pubblica che prevede un ampio termine per far pervenire osservazioni e suggerimenti. E’ nostra intenzione stimolare un dibattito approfondito e aperto a tutti i contributi e a tutte le voci della società civile, del mondo web e di quello produttivo, della cultura e del lavoro. In questo spirito ho anche dato la mia disponibilità a un’audizione presso le competenti Commissioni parlamentari sullo schema di regolamento qualora il Parlamento lo ritenga opportuno.




lunedì 13 giugno 2011

LA BEFFA DI AMINA: CHI ABBIAMO DAVANTI SUL WEB?



La blogger Amina Araf, la ragazza gay di Damasco simbolo della rivolta in Siria e di cui ho dato notizia in un post precedente, è in realtà un uomo statunitense di 40 anni, originario della Georgia. Nel mentre giornalisti e blogger di tutto il mondo credevano che Amina fosse stata effettivamente rapita e lanciavano una campagna per la sua liberazione, l’uomo, che per quattro mesi ha finto di essere una coraggiosa dissidente siriana, se ne stava in vacanza con la moglie in Turchia, come ha confessato lui stesso con un post dal titolo Scuse ai lettori, firmato Tom MacMaster, Istanbul, Turchia, 12 giugno 2011. Inoltre, il titolo del blog, A gay girl in Damascus, è stato cambiato così: A Hoax. A Hoax that got way out of hand. I never meant to hurt anyone.
I never expected this level of attention. While the narrative voıce may have been fictional, the facts on thıs blog are true and not mısleading as to the situation on the ground. I do not believe that I have harmed anyone -- I feel that I have created an important voice for issues that I feel strongly about. I only hope that people pay as much attention to the people of the Middle East and their struggles in thıs year of revolutions. The events there are beıng shaped by the people living them on a daily basis. I have only tried to illuminate them for a western audience. This experience has sadly only confirmed my feelings regarding the often superficial coverage of the Middle East and the pervasiveness of new forms of liberal Orientalism. However, I have been deeply touched by the reactions of readers.

Best,

Tom MacMaster,

Istanbul, Turkey
June 12, 2011.

The sole author of all posts on this blog.

"Non mi aspettavo un livello di attenzione del genere. Mentre il personaggio era di fantasia, i fatti raccontati su questo blog sono veri e non fuorvianti rispetto alla situazione sul campo." Così scrive Tom MacMaster, "il solo autore di tutti i posts di questo blog", convinto di "non aver danneggiato nessuno." Con il blog, egli ha solo tentato di gettare l'attenzione del pubblico occidentale su quanto accade in Siria. "Questa esperienza ha tristemente confermato il mio modo di sentire riguardo alla copertura spesso superficiale del Medio Oriente e la presenza pervasiva di forme di Orientalismo liberale."

Alla luce di quanto successo in questa vicenda, torna alla mente quando, nel 1993, Peter Steiner sul New Yorker aveva disegnato la famosa vignetta che ritrae un cane davanti al computer. La didascalia recita: "Su Internet, nessuno sa che sei un cane." Una frase diventata simbolo dell'anonimità sulla rete, che oggi dobbiamo correggere così: "On the Internet, everyone knows you’re a dog" ovvero che "Su Internet, tutti sanno che sei un cane." Tutto ciò alla luce dei passi da gigante delle tecnologie: il web diventato più accessibile, la velocità della connessione in continuo aumento che permette di condividere video e foto, i social network entrati prepotentemente nelle nostre vite, le diverse attività che compiamo sul web (ad esempio gli acquisti) e che ci costringono a lasciare tracce di noi.
La vicenda di Amina ha fornito l'occasione attraverso la quale interrogarci su una questione più grande e più generale: il nostro rapporto con i media, la nostra vita frequentemente esposta sul web, amicizie o conoscenze nate e cresciute solo nel web, senza mai chiederci effettivamente chi c'è dall'altra parte, chi si nasconde dietro una foto o un nome di fantasia, arrivando così a snaturare un concetto tanto nobile quanto difficile da reperire quale è quello dell'amicizia. A tal proposito, Viviana Mazza, su La 27esima ora, dà notizia di uno studio del 2007, il quale ammoniva che non è possibile creare rapporti di vera amicizia e fiducia online secondo quanto spiegato dallo psicologo Will Reader: "Per sviluppare una vera amicizia dobbiamo sapere che l’altra persona è degna di fiducia, dobbiamo essere assolutamente certi che sia pronta ad investire nel rapporto con noi, che sia davvero lì quando ne abbiamo bisogno… E’ molto facile ingannare gli altri su Internet." Siamo sicuri sia sempre così?

martedì 21 dicembre 2010

LA NATIVITA' DIGITALE


Dopo più di 2000 anni, anche la Natività si aggiorna e la sua storia non può non essere raccontata attraverso i mezzi più moderni e alla moda.
Se si vogliono avere tutte le notizie, basta una rapida ricerca su Google, che nell'arco di pochi decimi di secondo ci fornisce un'immensa quantità di informazioni. E se non sappiamo o non ci ricordiamo precisamente dove stanno Nazareth o Betlemme, basta una ricerca su Google Maps. Per una storia precisa della Natività, il punto di riferimento è Wikipedia, l'enciclopedia costruita dagli utenti. E poi, come tralasciare di annunciare il grande evento attraverso Facebook, Twitter o Foursquare (una via di mezzo tra un social network e un gioco, basato sulla cybermappatura dei luoghi che ciascuno frequenta) oppure con una e-mail tramite GMail oppure con un sms attraverso l'iPhone? E' possibile, infine, immortalare l'evento e caricare il filmato su YouTube.
In fondo, "I tempi cambiano, i sentimenti restano gli stessi": questo è il messaggio finale del video.

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