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domenica 6 dicembre 2009

LA CONSULENZA DELLA VERITA'

Ritorno a parlare del caso Solvay per darvi una notizia sconvolgente: dai faldoni dell'inchiesta sulla Solvay di oltre trentamila pagine, 59 di queste "sostengono lo schema accusatorio". Le accuse sono di "avvelenamento doloso e omessa bonifica contro 38 persone", tra Ausimont, Atofina-Arkema e Solvay Solexis. Queste 59 pagine "sono il risultato della consulenza tecnica che il pm Riccardo Ghio ed il procuratore capo di Alessandria, Michele Di Lecce, hanno chiesto a Giorgio Gilli, professore ordinario di Igiene dell'Università di Torino coadiuvato dalla biologa, Valeria Meineri." La procura vuol capire se l'inquinamento dell'acqua di falda sia ad un livello tale da "determinare il pericolo di effetti tossico nocivi per la salute umana". Le conclusioni sono preoccupanti: "in merito alla tipologia di contaminanti accertati e delle concentrazioni rilevate (...) sussistono dall'analisi di rischio sanitario preoccupazioni per i potenziali effetti di tipo tossico e cancerogeno che potrebbero derivare da un consumo diretto dell'acqua da parte della popolazione." Per esempio, l'acqua del pozzo numero otto che serviva ad alimentare l'acquedotto interno dell'industria registrava un valore di cromo esavalente doppio rispetto al normale. Nonostante ciò, la Solvay ripropone un documento dell'Arpa del novembre 2007, in cui si diceva che l'acqua è conforme ai parametri stabiliti per legge. "I consulenti hanno anche rilevato l'inquinamento del pozzo di cascina Pederbona con valori del cromo oltre 20 volte il limite, poi del cloroformio 550 volte e del dicloroetilene 330 volte."
Molto interessante è la dichiarazione del procuratore di Alessandria Michele Di Lecce al Tg3 Piemonte: "Dalla documentazione acquisita emerge che i nuovi proprietari erano a conoscenza almeno di gran parte dei problemi esistenti." "Non solo non contenevano la diffusione del pericolo, ma anzi in qualche misura la incrementavano. I dati a conoscenza dell'azienda erano almeno in parte sottaciuti agli organi di controllo."
La Solvay Solexis, per voce dei suoi legali, fa presente che "le consulenze tecniche disposte dall'accusa riconoscono la potabilità delle acque destinate al consumo umano" e che quindi dagli altti non emerge alcun pericolo per la salute dei lavoratori e dei cittadini. "Solvay Solexis è certa di poter provare l'infondatezza anche di tutte le altre accuse (...), ma intende sottrarsi ora alla dialettica mediatica" ritenendo che i processi vadano celebrati solo nelle sedi naturali.

(fonte: Solvay, j'accuse in 59 pagine, Massimo Putzu, La Stampa, 4 dicembre 2009)

  • Per vedere il video del servizio del Tg3 del 2 dicembre 2009 con la dichiarazione del procuratore Di Lecce, cliccate qui.

mercoledì 11 novembre 2009

NUOVO SERVIZIO DELLE IENE SULLA SOLVAY

Ecco, come anticipato, il video della puntata del 10 novembre delle Iene, con il servizio di Luigi Pelazza.


martedì 10 novembre 2009

MAIL DA MEDICINA DEMOCRATICA

Ricevo e pubblico, con qualche taglio, la mail giuntami da Medicina Democratica.

A voi risulta che l'Arpa abbia dato notizia che sabato 7 novembre 2009 intorno alle ore 17 c'è stato un incidente all'impianto Algofrene della Solvay Solexis di Spinetta Marengo? A noi no. Eppure sembrerebbe che a seguito della foratura della colonna di testa del reattore R3 ci sia stata una considerevole fuoriuscita di gas. All'interno di tale apparecchiatura alla pressione di 11 bar si fa reagire il Cloroformio con Acido Fluoridrico ottenendo così Clorodifluorometano (CFC22) e Acido Cloridrico. Il reattore in pochi minuti si è depressurizzato all'aria senza che la Solvay dichiarasse alcuna emergenza. Non vogliamo dubitare che sia successo nulla di grave, ci chiediamo però se l'Arpa è stata informata, e se sì, perchè non ha informato. Magari solo per tranquillizzare, considerando che il Cloroformio ha un effetto deprimente sul sistema nervoso centrale, può produrre danni al fegato dove viene metabolizzato in fosgene ed è cancerogeno (associato al carcinoma epatocellulare). A sua volta l'acido fluoridrico è estremamente tossico sia per inalazione che per contatto e danneggia il tessuto osseo e le vie nervose; l'ingestione è spesso mortale. Il Clorodifluorometano è una sostanza classificata come pericolosa ai sensi della Direttiva 67/548/CEE, persiste nell'aria e partecipa al processo di riduzione dello strato di ozono stratosferico.

IL CASO SOLVAY SUL TG3 DEL PIEMONTE

Qui sotto potete vedere il servizio, di Matteo Spicuglia, sullo stabilimento Solvay di Spinetta Marengo, andato in onda durante il Tg3 Piemonte di oggi, alle 14 e alle 19,30.
Non appena sarà on line su YouTube anche il servizio delle Iene, potrete vederlo qui sul blog.




ULTIMI AGGIORNAMENTI SUL CASO SOLVAY

Visto il succedersi degli eventi della scorsa settimana, voglio aggiornare tutti sugli ultimi fatti.

Vi ricordo i prossimi appuntamenti televisivi sul caso Solvay:

- martedì 10 novembre 2009, Tg3 Piemonte,
Rai3, ore 14 e 19,30

- martedì 10 novembre 2009, Le Iene,
Italia1, ore 21,10
  • Veleni nelle falde, i timori dei sindacati, Daniela Terragni, Il Secolo XIX, 03/11/2009
  • In data 3 novembre 2009, i sindacati, con Muliere, Tiberti e Bricola, hanno convocato un'assemblea in fabbrica, cui hanno partecipato circa 200 lavoratori. Quello che è emerso è la "smania di far conoscere, innanzitutto ai cittadini del sobborgo alessandrino" la verità su uno stabilimento in cui la sicurezza e la professionalità sono ad alti livelli; insomma, molti malumori per il modo in cui la vicenda è stata messa in piazza, "tante sciocchezze, spesso strumentali". Bersagli delle critiche dei dipendenti Solvay non sono state solo Le Iene, ma anche l'ex collega licenziato, Pietro Mancini, Lino Balza di Medicina Democratica, anch'egli ex dipendente "che per anni ha denunciato il rischio di un possibile inquinamento della Fraschetta", Pinuccia Pavese dell'Arpa Alessandria e il sindaco di Alessandria Piercarlo Fabbio, il quale "ha ipotizzato scenari catastrofici che mettono a repentaglio vite umane che non esistono", perlopiù "mostrando di non fidarsi di noi sui controlli dell'aria". Qualcuno ha chiesto anche un incontro con il sindaco per "spiegare quello che qualcuno ha definito una volontà politica di colpire il polo chimico di Spinetta", che Fabbio ha accettato nel corso dell'incontro di giovedì 5 novembre con i sindacalisti Valente, Muliere e Bricola. Nessuno, però, ha mostrato preoccupazione per i 500mila metri cubi di veleni interrati sotto gli impianti. I tre sindacalisti, tuttavia, si sono mostrati concordi nel chiedere "un tavolo di coordinamento presieduto dal prefetto al quale abbiamo già chiesto un incontro per capire i rischi e chi paga".
(fonte: Nessun dubbio degli operai: "Azienda sicura", Massimo Putzu, La Stampa, 04/11/2009).

  • Poi l'attenzione si è spostata sulla nuova puntata delle Iene, il Pfoa o acido perfluorottanoico, legato alle produzioni della Solvay di Spinetta e di cui sono state trovate alte concentrazioni alla confluenza tra Tanaro e Bormida; ci sarebbe dovuto essere un nuovo confronto su questo tema, ma stavolta la Solvay ha detto "no". La Iena Pelazza è stata presso l'Arpa di Torino, fra i cui tecnici figura anche Alberto Maffiotti, direttore dell'Arpa di Alessandria, il quale ha assicurato che "per l'acqua potabile non c'è alcun allarme". L'interesse del giornalista si è spostata in seguito sui dati degli esami del sangue. Quelli del 2002, effettuati presso la Fondazione Maugeri di Pavia, mostrano su un campione di 46 lavoratori "valori di 27 parti per milione", valori scesi, ma pur sempre elevati, negli esami del 2008. Le analisi su 156 lavoratori certificate dal Dipartimento di Medicina del Lavoro dell'Università di Milano, indicano "valori medi di 2, fino ad un massimo di 10", dato spiegabile - dice l'azienda - "con i forti investimenti sulla sicurezza compiuti in questi sette anni".
(fonte: Inquinante nel sangue, sconto fa Iene e Solvay, Massimo Putzu, La Stampa, 06/11/2009).

  • Il sindaco: "Monitoriamo l'aria intorno alla Solvay", Si. Fo., Il Secolo XIX, 06/11/2009
  • I dirigenti, dato che non partecipano alla seconda puntata delle Iene, hanno scritto "una replica alle contestazioni e alla documentazione e alle testimonianze in possesso" di Pelazza. In essa si spiega che che "il Pfoa non viene prodotto a Spinetta ma è un tensioattivo (come il sapone", non ci sono prove scientifiche di "effetti dannosi sulla salute umana legati al Pfoa", lo stabilimento di Spinetta ha preso l'impegno "di ridurne le emissioni del 95% entro il 2010 con l'obiettivo di una totale sostituzione del Pfoa entro il 2015". Riguardo i lavoratori, l'azienda spiega di essere intervenuta per "minimizzare la loro esposizione" e che "i livelli ematici (di Pfoa, ndr) sono diminuiti in modo significativo" al punto che "ora l'esposizione è molto bassa e quasi del tutto non apprezzabile". A latere val la pena sottolineare che gli sciacalli sono sempre in agguato: all'Arpa di Alessandria sono arrivate telefonate di cittadini contattati da ditte produttrici di filtri ai carboni attivi per depurare l'acqua dal momento che quest'ultima è inquinata e l'Arpa nasconde i dati al riguardo. Il presidente Maffiotti smentisce seccamente e "ribadisce che l'acqua della rete idrica è buona".
(fonte: Caso Pfoa, la replica della Solvay, Massimo Putzu, La Stampa, 07/11/2009).
  • A Palazzo Ghilini, si sono incontrati il presidente della Provincia di Alessandria, Paolo Filippi, l’assessore alla Tutela Ambientale, Lino Rava e l’ing. Claudio Coffano, dirigente Pianificazione e difesa del suolo, per valutare la situazione dell'inquinamento a Spinetta Marengo. "La Provincia di Alessandria ha rilasciato le autorizzazioni sulla base di progetti presentati dalla Solvay Solexis e da Arkema e sulla base dei monitoraggi effettuati dagli enti di controllo preposti per le emissioni in aria. Durante le istruttorie erano già stati presi accordi o date prescrizioni per la riduzione, e la successiva eliminazione, del PSOA e del trattamento dei limiti autorizzati del C2F4". Il presidente Filippi e l’assessore Rava si sono impegnati comunque a chiedere "un ulteriore approfondimento ed un monitoraggio da parte dell’Arpa e dell’Asl". A proposito del rinvio a giudizio dei presunti responsabili per inquinamento, la Provincia "si sente impegnata a costituirsi come parte civile per verificare se siano stati forniti dati non coerenti con l’effettivo stato di inquinamento dell’area, non consentendo in tal modo una completa valutazione in merito alle migliori soluzioni tecniche da mettere in atto".
(fonte: L'impegno della provincia di Alessandria per risolvere l'inquinamento a Spinetta Marengo, InAlessandria, 09/11/2009)

lunedì 9 novembre 2009

CONFERENZA STAMPA DI MEDICINA DEMOCRATICA

Giovedì 12 novembre alle ore 18,30
presso la Circoscrizione Centro in via Venezia 7 (Alessandria)

Conferenza stampa di Medicina democratica e
Comitato Spinetta Marengo

Costituzione come parti civili dei lavoratori e dei cittadini al processo per inquinamento cromo e altri 20 veleni contro la Solvay di Spinetta Marengo.

COMPRERESTE VOI UNA MACCHINA USATA DALL'ARPA?
Martedì prossimo seconda puntata televisiva con le Iene. Protagonista il PFOA acido perfluorottanoico, di cui si è cominciato a parlare dopo l’esposto di Medicina democratica alla Procura di Alessandria. Dunque nel mirino sarà l’Arpa. Otto le domande imbarazzanti. Innanzitutto con quale senso di responsabilità Maffiotti ha detto: il PFOA non deve destare alcun allarme. Può essere liberamente rilasciato in aria-suolo-acqua. Questo perché le leggi italiane non ne avrebbero (ancora) fissato gli specifici limiti di scarico. Aspettiamo le leggi, come si fece per il DDT e l’amianto, aspettiamo di contare i morti? Il “principio di precauzione” non è un vincolo internazionale? Se negli altri Paesi avessero trovato 1.500 ng/litro nei loro fiumi, come in Bormida e Tanaro, le Arpa di quei paesi avrebbero chiesto leggi urgenti adottando nel frattempo misure precauzionali? Se gli altri Paesi avessero riscontrato valori estremi di PFOA nel sangue dei propri cittadini, come avviene a Spinetta Marengo, avrebbero fatto finta di niente? L’Arpa di quei Paesi avrebbe tranquillizzato oppure chiesto leggi e intanto provvedimenti precauzionali? Negli Stati Uniti, l’Arpa americana ha messo al bando il PFOA, dopo che il suo Comitato scientifico aveva concluso che il PFOA è “probabilmente cancerogeno”. E’ bastato quell’eufemistico “probabilmente” per vietarne l’uso. Perché l’Arpa alessandrina no? Non basta che le ricerche della stessa 3M abbiano appurato la cancerogeneità e la tossicità nelle cavie? Nelle cavie sì e nell’uomo no? Normale che sia stato trovato nei cordoni ombelicali? Non basta che il Centro nazionale per la biosicurezza e le biotecnologie abbia appurato che il PFOA è un interferente endocrino con effetti sulla tiroide? Aspettiamo la legge e tranquillizziamo Procura e opinione pubblica? Non basta che l’IRSA Istituto di ricerca sulle acque abbia chiesto indagini sul consumo dei prodotti ittici perché “il rischio per la salute umana non può assolutamente essere escluso”, come da parere dell’ISS Istituto superiore della sanità? I pesci alessandrini in mutazione genetica nuotano nel PFOA. Mangiateli tranquillamente, dice l’Arpa…ma non in quantità eccezionali. Non basta che il Parlamento europeo, in ritardo ma già nel 2002, per il PFOA raccomandava “l’arresto o la graduale eliminazione degli scarichi, delle emissioni e delle perdite”? Aspettiamo le leggi o le rivendichiamo? Quando chiederemo alla Solvay i risarcimenti miliardari che la consorella Du Pont ha già dovuto pagare? Non è meglio prevenire piuttosto che risarcire? Noi, con i lavoratori e i cittadini, che non siamo tranquillizzati dall’Arpa, anzi ne siamo spaventati, abbiamo chiesto alla Procura della Repubblica di intervenire: la presunta assenza di specifici limiti di legge non autorizza il libero esercizio di inquinamento e avvelenamento. Il titolo del servizio delle Iene potrebbe essere: “comprereste voi un’auto usata dall’Arpa?”

ANCORA COMMENTI SUL CASO SPINETTA

Visto che i commenti sul caso della Solvay di Spinetta continuano,ve ne mostro alcuni degli ultimi.
  • Anonimo scrive:
Lavoro presso la Solvay e sono a conoscenza del pfoa come tutti i lavoratori, spero che le autorità facciano chiarezza in merito per il bene di tutti.
Per quanto riguarda l'attacco all'azienda per il cromo esavalente è un atto politico bello e buono.Il terreno è inquinato dal 1960 ma un piano di bonifica può essere solo fatto da un azienda chimica, quindi invece di un attacco diretto alla Solvay che può solo incentivare la chiusura del sito dimostra la incompetenza dei nostri politici. Gli enti in collaborazione con Solvay devono decidere come e chi deve pagare l'attività di messa in sicurezza cercando di mantenere l'occupazione del sito chimico tra i più importanti d'Italia. I prodotti dello stabilimento li usiamo tutti i giorni dalle valvole cardiache agli oli, ai microprocessori, alla plastica, non produrli in Italia significa solo produrli in Francia beccandosi l'inquinamento nell'atmosfera senza alcun vantaggio.
Infine le cazzate dette sul PFIB sono enormi in quanto è un gas tossico non presente in grandi quantità da far danni alle persone esterne allo stabilimento

martedì 3 novembre 2009

DAL COMUNE DI ALESSANDRIA

Ricevo e pubblico.

CONSIGLIO COMUNALE DI ALESSANDRIA

IL PRESIDENTE DELLA

COMMISSIONE CONSILIARE POLITICHE AMBIENTALI


Comunicato - Stampa



DOMANI LA COMMISSIONE PER FARE CHIAREZZA SUL POSSIBILE NUOVO INQUINANTE TRA TANARO E BORMIDA:

“LE CONCENTRAZIONI DI PERFLUORATI INTERESSANO ANCHE LA SOLVAY SOLEXIS?”



“Ci sono composti chimici perfluorati nel Tanaro e nella Bormida?”: a chiederlo è la Commissione Politiche Ambientali, presieduta da Mario Bocchio, che proprio domani, lunedì 2 novembre p.v., alle ore 11, ha previsto l’audizione dei vertici provinciali di ARPA e ASL-AL.

Recentemente Sara Valsecchi e Stefano Polesello, dell’Irsa Cnr, hanno “lanciato l’allarme” sulla rivista “Laboratorio 2000”: “c’è un nuovo rischio per ambiente e salute, si tratta di perfluorati alla confluenza tra Tanaro e Bormida. Sono sostanze accumulabili nel sangue”. “L’intenzione non è quella di creare allarmismo - spiega Bocchio - ma di approfondire gli effetti di un eventuale inquinamento di cui si conosce ancora poco. Studi approfonditi fatti sinora hanno evidenziato come il Po sia tra i fiumi europei che maggiormente contribuiscoo al flusso totale di Pfoa. Valori così alti in genere sono messi in relazione con la presenza di insediamenti industriali lungo il corso del fiume”. “Alla confluenza tra Bormida e Tanaro - aggiunge Bocchio - sono stati rilevati valori pari a 1270 microgrammi/per litro mentre in tutti gli altri fiumi hanno raggiunto il massimo i 20 microgrammi/l. Una tale concentrazione potrebbe essere messa in correlazione con chi tratta queste sostanze per una elevata produzione, e l’unica azienda in zona a farlo è la Solvay Solexis, che usa perfluorati. Così sono state eseguite analisi sugli scarichi della stessa Solvay Solexis, che hanno confermato le concentrazioni riscontrate nel Tanaro, nella Bormida e nel Po”. “Tra i prodotti di punta della Sovay Solexis a Spinetta Marengo ci sono il Ptfe - sottolinea Bocchio - e nella produzione del Poli Tetra Fluoro Etilene (Algoflon o Teflon) si utilizza come tensioattivo il Pfoa (acido perfluorottanoico). Ebbene, negli Stati Uniti l’EPA (Enviromental Protection Agency) ha ufficialmente chiesto ai colossi 3M, DuPunt e altri di sospendere progressivamente la produzione e l’utilizzo del Pfoa entro il 2015. Secondo quanto accertato dalle autorità ambientali americane, questo prodotto (utilizzato per la produzione del teflon e utilizzato in molti prodotti tra i quali le pentole antiaderenti) lascia tracce nel sangue umano. Le ricerche della 3M, uno dei principali produttori, avevano evidenziato che l’esposizione continuata a questa sostanza chimica può provocare danni al sistema riproduttivo e al fegato dei topi utilizzati come cavie. L'EPA ha trovato questi residui anche in molte persone, in particolare nei cordoni ombelicali e nel sangue delle donne incinte, e non solamente nelle cavie di laboratorio. I rischi per la salute umana nascono dall’accumulabilità e persistenza a seguito di una esposizione”.


COMMENTI SUL CROMO ESAVALENTE

Visto il gran numero di commenti riguardo gli ultimi post sul caso del "cromo esavalente", ve li riporto qui sotto in ordine di apparizione.
  • Anonimo ha detto...
ora dopo il servizio di pelazza consiglio a tutti di andare a vedere i veri motivi del licenziamento del "signor Pietro"e di andare a vedere come mai tale persoaggio è stato licenziato pure dal mediaworld.
Invito cmq a chi leggese questo blog di vedere le cose da un'altro punto di vista.In quel servizio sono stati omessi tanti ma tanti particolari delle attività di controllo e prevenzione.
poca gente sa che il signor Sindaco riceve assieme ad Arpa e Protezione Civile i dati delle analisi ambientali.
potrei dilungarmi ancora su tante altre cose su un servizio montato a regola d'arte per far disinformazione e accrescere il panico nella popolazione.
Il cromo è un problema ma anche la televisione fatta a certi livelli.
Quello che dico è tutto confermabile,un servizio di 15 min puo far dire alla gente intervistata quello che si vuole...mettere la paura e traviare la realtà...se questo è giornalismo vi consiglio di spegnere la tele e leggere un bel libro

sabato 31 ottobre 2009

QUALCHE CHIARIMENTO SUL CASO DEL CROMO ESAVALENTE

Visti i commenti riguardo il post Il problema del cromo esavalente, vi riporto alcuni commenti e alcune precisazioni.

1° commento, lasciato da Anonimo
ora dopo il servizio di pelazza consiglio a tutti di andare a vedere i veri motivi del licenziamento del "signor Pietro"e di andare a vedere come mai tale persoaggio è stato licenziato pure dal mediaworld.
Invito cmq a chi leggese questo blog di vedere le cose da un'altro punto di vista.In quel servizio sono stati omessi tanti ma tanti particolari delle attività di controllo e prevenzione.
poca gente sa che il signor Sindaco riceve assieme ad Arpa e Protezione Civile i dati delle analisi ambientali.
potrei dilungarmi ancora su tante altre cose su un servizio montato a regola d'arte per far disinformazione e accrescere il panico nella popolazione.
Il cromo è un problema ma anche la televisione fatta a certi livelli.
Quello che dico è tutto confermabile,un servizio di 15 min puo far dire alla gente intervistata quello che si vuole...mettere la paura e traviare la realtà...se questo è giornalismo vi consiglio di spegnere la tele e leggere un bel libro

venerdì 30 ottobre 2009

IL PROBLEMA DEL CROMO ESAVALENTE

Non so chi di voi abbia avuto il piacere martedì sera di seguire la puntata delle Iene: soprattutto se residenti nell'Alessandrino, in molti saranno rimasti atterriti dal servizio riguardante la Solvay-Solexis di Spinetta Marengo. Si tratta di una multinazionale belga, avente 11 stabilimenti in Italia, che è attiva nei settori chimico, farmaceutico e delle materie plastiche.
Il servizio dell'inviato delle Iene Luigi Pelazza si è concentrato nella prima parte sul cromo esavalente, un minerale con caratteristiche tossiche e cancerogene, in grado di provocare sterilità e mutazioni genetiche. Il problema risale agli anni '60 quando a Spinetta c'era ancora la Montedison che produceva, tra le altre sostanze chimiche, anche il bicromato di potassio, contenente per l'appunto il cromo esavalente, che all'epoca poteva essere smaltito, senza alcun problema, semplicemente dissotterandolo nel terreno della fabbrica. Lo scandalo risiede nel fatto che fino al maggio 2008, per un tacito accordo tra Montedison e abitanti di Spinetta, questi ultimi utilizzavano gratuitamente l'acqua accettando la presenza dello stabilimento inquinante a pochi passi dalle case. A partire dal 28 maggio 2008, il sindaco di Alessandria Fabbio vieta ai cittadini di Spinetta di utilizzare l'acqua proveniente dalla falda vicina per uso potabile e irriguo, data l'alta concentrazione di cromo VI riscontrata dalle rilevazione dell'ASL.
Nel 2002 la Solvay acquista il polo chimico, nonostante sia a conoscenza della presenza di cromo VI, e si impegna a disporre un piano di bonifica con le istituzioni per evitare l'inquinamento delle falde acquifere. Ma il cromo finisce nelle falde e i danni inevitabilmente ci sono: per esempio, nell'inverno del 2005, in uno dei magazzini dello stabilimento, in seguito allo scioglimento della neve, comincia a trasudare dai muri e dal pavimento un liquido giallognolo riconosciuto come cromo esavalente. Quando uno dei lavoratori si rivolge al superiore, non ricevendo chiarimenti in merito, avverte il servizio Spresal dell'Arpa, che, dopo le analisi, vieta l'ingresso senza dispositivi di sicurezza (mascherine, occhiali). E immediatamente lo stesso lavoratore che aveva fatto la denuncia viene licenziato. Dopo la denuncia del lavoratore, anche sui giornali compaiono servizi al riguardo (si veda l'articolo della Stampa del 27 maggio 2008 a firma di Massimo Putzu). La magistratura di Alessandria inizia degli accertamenti e invia quattro avvisi di garanzia a quattro dirigenti della Solvay per inquinamento ambientale.


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