pagine "sono il risultato della consulenza tecnica che il pm Riccardo Ghio ed il procuratore capo di Alessandria, Michele Di Lecce, hanno chiesto a Giorgio Gilli, professore ordinario di Igiene dell'Università di Torino coadiuvato dalla biologa, Valeria Meineri." La procura vuol capire se l'inquinamento dell'acqua di falda sia ad un livello tale da "determinare il pericolo di effetti tossico nocivi per la salute umana". Le conclusioni sono preoccupanti: "in merito alla tipologia di contaminanti accertati e delle concentrazioni rilevate (...) sussistono dall'analisi di rischio sanitario preoccupazioni per i potenziali effetti di tipo tossico e cancerogeno che potrebbero derivare da un consumo diretto dell'acqua da parte della popolazione." Per esempio, l'acqua del pozzo numero otto che serviva ad alimentare l'acquedotto interno dell'industria registrava un valore di cromo esavalente doppio rispetto al normale. Nonostante ciò, la Solvay ripropone un documento dell'Arpa del novembre 2007, in cui si diceva che l'acqua è conforme ai parametri stabiliti per legge. "I consulenti hanno anche rilevato l'inquinamento del pozzo di cascina Pederbona con valori del cromo oltre 20 volte il limite, poi del cloroformio 550 volte e del dicloroetilene 330 volte."Molto interessante è la dichiarazione del procuratore di Alessandria Michele Di Lecce al Tg3 Piemonte: "Dalla documentazione
acquisita emerge che i nuovi proprietari erano a conoscenza almeno di gran parte dei problemi esistenti." "Non solo non contenevano la diffusione del pericolo, ma anzi in qualche misura la incrementavano. I dati a conoscenza dell'azienda erano almeno in parte sottaciuti agli organi di controllo."La Solvay Solexis, per voce dei suoi legali, fa presente che "le consulenze tecniche disposte dall'accusa riconoscono la potabilità delle acque destinate al consumo umano" e che quindi dagli altti non emerge alcun pericolo per la salute dei lavoratori e dei cittadini. "Solvay Solexis è certa di poter provare l'infondatezza anche di tutte le altre accuse (...), ma intende sottrarsi ora alla dialettica mediatica" ritenendo che i processi vadano celebrati solo nelle sedi naturali.
(fonte: Solvay, j'accuse in 59 pagine, Massimo Putzu, La Stampa, 4 dicembre 2009)
- Per vedere il video del servizio del Tg3 del 2 dicembre 2009 con la dichiarazione del procuratore Di Lecce, cliccate qui.





