Le belle notizie fanno sempre piacere. Ad esempio, leggere la ricerca commissionata al Censis dalla Fondazione Marilena Ferrari e presentata oggi a Roma dal beneaugurante titolo Il valore del bel libro riempie di felicità in un periodo nel quale si grida alla fuga dei lettori e al declino della carta stampata a favore del libro elettronico - o e-book che dir si voglia.
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| Pagine da sfogliare: fascino senza tempo |
La ricerca ricorda che l'e-book mantiene la sua quota di lettori affezionati, aumentati dell'1%: secondo gli ultimi dati dell’Associazione Italiana Editori, il fatturato si attesta all'incirca sui tredici milioni di euro con più quarantremila titoli. Se è vero che i lettori di libri sono in netto calo e gli Italiani che leggono almeno un libro l'anno sono passati dal 59,4% del 2007 al 49,7% del 2012, la voglia di sfogliare e conservare volumi cartacei resta forte e - cosa che sorprende maggiormente - più tra i giovani che tra gli anziani, soprattutto tra gli insospettabili "nativi digitali" ovvero i giovani nella fascia d’età tra i diciotto e i ventiquattro anni: sono quelli che più desiderano avere in casa un libro "da esibire e da sfogliare". Insomma, il vecchio resiste strenuamente tra i giovani, come capita spesso anche in altri ambiti: il fascino della carta, il suo profumo inconfondibile, la sua fisicità non tramontano. Anche perché, in oltre la metà delle famiglie italiane, sono conservati libri appartenuti a genitori e nonni, custoditi come preziosa eredità e quasi sempre nelle edizioni originali. In questo caso, non si registrano differenze d'età: l'anziano, come il giovane, conserva quel tesoro al pari di quadri o argenteria come "il segno più tangibile del patrimonio culturale della sua famiglia".
