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martedì 14 dicembre 2010

IO E TE: UN NUOVO, GRANDE AMMANITI

Io e te

Niccolò Ammaniti


Einaudi Stile libero Big


€ 10


Una settimana bianca alle porte, sci sotto le braccia e zaino in spalla, le raccomandazioni di una madre: dietro l'angolo, è tutto pronto per partire. E poi una cantina, stracolma di oggetti vecchi e mobili abbandonati, appartenuti ai precedenti proprietari, nella quale trascorrere una settimana in totale solitudine, con una buona scorta di viveri, la Playstation e un po' di romanzi horror. Quest'ultima è l'idea di Lorenzo, fino a quando in questo quadro tranquillo non irrompe Olivia, la sorellastra, che cerca un posto per dormire, cerca denaro, cerca un aiuto da un mostro più grande di lei che piano piano la inghiotte.
Lorenzo, quattordici anni, ragazzo introverso, a tratti nevrotico, poco incline alla compagnia - cosa di cui la madre si preoccupa molto - , una settimana bianca in compagnia degli amici del tutto inventata: l'unico desiderio è vivere per una settimana solo in compagnia da se stesso, lontano da genitori, amici, conflitti, per gustarsi la propria felicità. Olivia, ventitre anni, una bellezza sfiorita lentamente negli anni, un corpo scheletrico mangiato dal mostro, una vitalità intermittente che si fa sempre più fioca e silenziosa. Un'alchimia particolare, creata dall'ambiente e dalla situazione, fa riscoprire alla ragazza il rapporto col fratellastro al punto che arriva a fare la grande promessa, non si drogherà più. Dieci anni dopo, un nuovo triste incontro tra Lorenzo e Olivia: l'ultimo incontro, quello definitivo, un lenzuolo bianco che copre quel volto etereo che non è mutato, il corpo magro come nella cantina, "sembra che stia dormendo". A trentatre un'overdose ha messo fine al grande sogno della vita.
Un grande Ammaniti, con questo racconto di formazione, riesce ad immortalare uno spaccato di vita adolescenziale in maniera nitida, con passaggi altamente commuoventi e dialoghi vibranti e carichi di sentimenti. Una storia tragica, che si palesa a poco a poco, che crolla addosso a Lorenzo, che, inizialmente chiuso in sé, scorge pian piano in Olivia una presenza amica e a lei si apre, aiutandola. Una piccola storia di vita, tra i travagli dell'adolescenza e i guai della vita.

domenica 7 febbraio 2010

CHE LA FESTA COMINCI

Che la festa cominci

Niccolò Ammaniti

Einaudi Stile Libero

€ 18

E pure questo è finito: era sommerso da altri libri acquistati nell'ultimo periodo, prima di Natale, ma poi - si sa - si fatica a trovare un attimo per leggere. Così, due settimane fa, mi sono deciso e l'ho preso in mano; ho riletto la dedica in prima pagina, firmata in occasione della presentazione al Collegio Nuovo di Pavia e ho cominciato a leggerlo. Fin dalle prime pagine, che mi avevano conquistato durante la lettura in occasione della presentazione, sono "entrato" nel libro, ho cominciato a rapportarmi con Fabrizio Ciba, con Saverio Moneta e le sue Belve di Abaddon. Ammaniti non è nuovo a questo tipo di rapporto col lettore: una sensazione simile l'ho vissuta leggendo Io non ho paura, da cui è stato tratto un intenso film: lo scrittore romano sa conquistare il lettore, sa portarlo letteralmente nel romanzo. E poi, la forma narrativa che salta, di capitolo in capitolo, da un personaggio all'altro, aiuta ad aumentare la tensione del lettore, la sua attenzione e a tenerlo incollato in modo tale da poter riannodare i fili della narrazione al termine del libro, dove, inevitabilmente, Ciba, Moneta e gli altri personaggi si incontrano e si scontrano in attesa di conoscere il proprio destino.
In breve, la trama ruota attorno alla residenza di Villa Ada, nel centro di Roma, acquistata dal palazzinaro Sasà Chiatti, il quale, per festeggiare, organizza una festa che dovrà essere ricordata come un evento mondano tra i più importanti d'Italia. Per fare questo ricrea una foresta con flora e fauna autoctoni, convoca battitori neri e tutta la Roma bene tra calciatori, veline, politici, attori e attricette; tra tutti ci sono anche il grande scrittore Fabrizio Ciba, la famosa cantante Larita, Saverio Moneta detto Mantos e le sue Belve di Abaddon, che alla fine del libro si incontrano dopo aver vissuto numerose e differenti peripezie. Tutta la narrazione è condita da un'ironia, tipica di Ammaniti, capace di cogliere vizi e virtù della società contemporanea, nella quale gli ideali e i sentimenti sembrano cedere il passo ai più bassi piaceri.

sabato 21 novembre 2009

AMMANITI AL COLLEGIO NUOVO DI PAVIA


Nella serata di giovedì 19 novembre, ho avuto il piacere di assistere alla lettura di alcuni passi del nuovo libro di Niccolò Ammaniti. Nella sala del Collegio Nuovo di Pavia, lo scrittore romano e Andrea Manzini hanno letto le prime pagine dell'ultima creazione letteraria di Ammaniti, Che la festa cominci. Al termine della serata, lo scrittore ha firmato autografi e dediche.


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