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mercoledì 19 maggio 2010

IL SEGRETO DI MONTALDO AD ARQUATA SCRIVIA


Nella saletta della Biblioteca civica di Arquata Scrivia, si è tenuta la seconda presentazione in terra piemontese de Il segreto di Montaldo di Michele Pilla, che segue quella di domenica al Salone Off del Salone Internazionale del Libro. Una chiacchierata di circa due ore in un ambiente molto familiare e con la piacevole interazione del pubblico che si è mostrato interessato a questo thriller che è in realtà, come ha detto l'autore, "il racconto di una storia d'amore".
Apertura da paura con la proiezione del trailer del libro, che, grazie ad una voce narrante profonda e ad una musica appositamente scelta, ha saputo ricreare l'atmosfera lugubre della storia. Dopo l'introduzione della padrona di casa Patrizia Ferrando, che ancora ringrazio per la disponibilità, e alcune domande per entrare nel libro, sono stati letti alcuni passi tratti dalla prima parte del libro, quella descrittiva del paese, in cui si ricordano i giochi d'infanzia per le vie del paese o le vecchie che, al lavatoio di pietra, lavano i panni. Seconda parte dedicata più propriamente all'aspetto thriller del romanzo, andando a toccare le corde profonde del pubblico, con due letture molto particolari: la prima ha riguardato Morgana, la cui leggenda paradossalmente è l'unica inventata di sana pianta dall'autore, e la seconda la Cappella Cantore, altro luogo simbolo del libro, intimamente legato a Morgana. Due storie - quella di Morgana e della Cappella Cantore - indubbiamente emblematiche, che ne nascondono tante altre presenti nella realtà di Montaguto e che paiono saltuariamente riaffiorare: secondo l'autore, da me interrogato in merito, nel paese esiste un fondo di verità che ha dato fioritura a tante leggende perché, in fondo, "in ogni leggenda esiste almeno un briciolo di verità", senza contare che alcuni luoghi si prestano a meraviglia a storie simili. L'ultima parte della serata è stata dedicata al paese, a Montaldo alias Montaguto, paesino irpino ai confini con la Puglia, diventato tristemente noto negli ultimi tempi ("per fortuna", ha sospirato Michele) per la presenza della frana più estesa d'Europa. L'immobilismo e l'impalpabilità delle istituzioni locali e nazionali hanno bloccato un pezzo d'Italia, dal momento che da due mesi la tratta ferroviaria Roma-Lecce è chiusa al traffico a causa dell'enorme quantità di fango scesa sui binari. E allora, ho chiesto all'autore, se il libro può essere non solo fine ma soprattutto mezzo per un riscatto del paese, per una rinascita che porti tempi migliori. Michele ritiene che possa contribuire a rilanciare il paese: parlando di Montaguto e ricordando le origini, si può rinascere e tanto più in questo momento delicato in cui anche l'emergenza deve essere sfruttata per portare l'attenzione sulle deficienze e sulle inefficienze. A fronte del menefreghismo delle istituzioni, a vigilare sulla situazione frana c'è sempre stato Montaguto.com, portale ideato da tre ragazzi, tra cui Pilla, molto legati alla terra natia e vogliosi di farla conoscere; col tempo, il sito non ha più parlato solo delle amenità offerte dai paesaggi e dell'aria buona che si può respirare, ma è progressivamente diventato il portavoce degli umori del paese oltre che il principale osservatore della frana che ogni giorno andava ingrossandosi, denunciando lo stato di abbandono della catastrofe ambientale e dei montagutesi.
Passando alle domande del pubblico, interessante la domanda venuta da Silvia che marcava la differenza tra il Sud raccontato da Saviano, sempre pieno di sangue, omicidi, ruberie, sempre nero e tetro, e quello raccontato da Pilla, con aspetti più buoni e talora bucolici e con un'attenzione a raccontare il paese nella sua essenza attraverso una storia di fantasia. Raffaele, invece, incuriosito, ha chiesto a Pilla come mai si parla di Montaldo e non di Montaguto, perché usare un altro nome anziché quello originale se si vuole promuovere il paese; "domanda interessante", ha risposto l'autore, "la scelta è dettata dalla volontà di non voler indicare luoghi e persone evitando polemiche", spesso cattive e sterili, che sposterebbero il discorso incentrandolo sulle polemiche e dimenticando il paese.

Un grazie a tutti coloro che sono intervenuti,
al Comune di Arquata Scrivia e a Patrizia per l'ospitalità e
a Michele che ci ha trasmesso tutto il suo amore per il paese.


venerdì 14 maggio 2010

IL SEGRETO DI MONTALDO



Il segreto di Montaldo

Michele Pilla

0111 Edizioni

€ 15,00

Provate a pensare ad un paesino di poche anime, sul cucuzzolo di una collina, immerso nel dolce verde delle diradanti alture che lo circondano. Uno di quei paesi in cui l'inverno è una bestia difficile da domare, tra freddo pungente e neve a ogni pié sospinto, e l'estate è una festa che dura due mesi per l'arrivo di coloro che fanno ritorno alla terra natale. Un paese avvolto da un manto di misteriosità, con le sue tante leggende che si rincorrono e tormentano gli abitanti e chiunque ci sia nato. Matteo Parisi, capocronista di Dimensione Città, decide di ritornare a Montaldo per riposare l'anima e il corpo dai ritmi frenetici del lavoro e della città, quella Napoli raggiunta all'età di 18 anni per trovare fortuna nella professione sognata sin da bambino: il giornalista. Anche Paolo Ranalli e Giovanni Martini decidono di trascorrere qualche giorno a Montaldo così da poter passare un po' di tempo insieme all'amico d'infanzia, compagno di mille avventure in quel tempo in cui solo la spensieratezza può permettere di compiere gesta che rimangono nella storia. I tre decidono di recarsi al cimitero per fare un saluto ai propri cari: questa visita, tuttavia, nasconde delle insidie. Passato il periodo di vacanza, Paolo e Giovanni rientrano nei rispettivi paesi, ma in realtà non vi giungeranno mai. Matteo, preoccupato, inizia spasmodicamente le ricerche con i pochi indizi a sua disposizione, che lo conducono alla Cappella Cantore, antica tomba di famiglia di un ingegnere di origini montaldesi scomparso misteriosamente.
Tra un antico libro che custodisce una storia morta e sepolta da quattro secoli, Le leggende di Montaldo, una filastrocca in latino (Potes conari relinquere patriam, sed patria te numquam relinquet, Puoi provare a lasciare il paese, ma è il paese che non ti lascerà mai) e la terribile Morgana con cui Matteo dovrà fare i conti, si snoda la terribile vicenda che vede il protagonista viaggiare tra passato e presente per porre fine all'incantesimo e salvare i due amici. Tutti in paese conoscono la spaventosa storia che si cela dietro al segreto di Montaldo, ma nessuno può parlare. Il prezzo per svelare il segreto è altissimo.

Michele Pilla è giornalista pubblicista e con Il segreto di Montaldo è alla sua prima esperienza da scrittore. Si tratta di un thriller senza alcun dubbio avvincente e mozzafiato, che in molti punti lascia di sasso per l'atmosfera tetra e lugubre descritta. In un mix di passato e presente, di vita vissuta e ricordi d'infanzia, Pilla ci regala una storia dai contorni noir. In esso l'autore, oltre a focalizzare l'attenzione sul mistero che ha reso prigionieri Paolo e Giovanni, ci fornisce una precisa e dettagliata descrizione del paese nel suo complesso e dei principali luoghi, ripercorrendoli con la memoria e colorandoli con aneddoti dell'adolescenza e restituendoci una riflessione sulla tematica sociale: Montaldo, al secolo Montaguto, è preda dello spopolamento che attanaglia tanti altri piccoli comuni che, per vicende di natura varia, sono rimasti al palo, non offrendo possibilità di crescita a coloro che là sono nati e cresciuti e perciò costretti ad emigrare per trovare fortuna, proprio come capitato a Matteo. Ritornare a Montaldo è perciò ritornare a casa, riabbracciare le mura della casa dove sei nato, ritrovare i compagni d'infanzia, respirare l'aria buona e salubre di un'oasi felice: in poche parole, riannodare i fili della memoria.

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