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mercoledì 20 febbraio 2013

FERMIAMO IL DECLINO

Oscar Giannino, ex presidente di Fare per fermare il declino
È la principale notizia di giornata: Oscar Giannino si è dimesso irrevocabilmente dalla presidenza di Fare per fermare il declino, il movimento fattosi partito di cui è stato promotore. Il motivo? "Balle inoffensive ma gravi".
Luigi Zingales, a sinistra, e Oscar Giannino, a destra
Così, anche il candidato che più di tutti poteva rappresentare la novità - più di Beppe Grillo e più di Ingroia - cade su un terreno che ha minato egli stesso con alcune balle, non so se "inoffensive" - se si mente a qualcuno, lo si offende? - ma certamente "gravi". A spiegarlo sembra poca roba: Giannino - o chi per lui - ha truccato il proprio curriculum vitae ovvero ha millantato due lauree, una in Economia e una in Giurisprudenza, e un master in Corporate Finance e Public Finance alla Chicago Booth School of Business. Ma nessuno dei suddetti titoli accademici è mai stato conseguito: "ho fatto giusto qualche esame a legge. Quello che so l'ho imparato per i fatti miei. D'altra parte, sono da decenni giornalista, non ho mai usato presunti titoli accademici, che non ho, per carriere che non mi competono". E chi è stato il "delatore"?

lunedì 17 settembre 2012

FAI BEI SOGNI


Fai bei sogni

Massimo Gramellini

Longanesi

€ 14,90


L’ho vista armeggiare con chiavi da gnomo intorno ai cassetti del comò. Fra le sue belle mani piene di nodi è spuntata una busta marrone.
Me l’ha consegnata con un tremolio nella voce.
«Dopo quarant’anni sarebbe ora che qualcuno ti dicesse la verità».

Gramellini ci consegna un gran bel romanzo, costruito su una storia autobiografica molto toccante, una storia sotterrata per quarant'anni, la storia di un bambino che cresce e che diventa adulto, la storia di una mamma che non c'è più e di un mostro che lo assale incutendogli paura di vivere.

venerdì 10 dicembre 2010

LA PATRIA, BENE O MALE

La Patria, bene o male.
Almanacco essenziale dell'Italia unita (in 150 date)


Carlo Fruttero, Massimo Gramellini


Strade blu, Mondadori

€ 18

Un viaggio lungo centocinquant'anni, tanti come quelli dell'Italia, attraverso centocinquanta date, saltando di decennio in decennio sulla scia di alcuni avvenimenti, non sempre quelli più noti e decisivi, spesso quelli più curiosi e meno discussi, con un unico obiettivo: tratteggiare il carattere di una nazione, che è andata costruendosi, non senza difficoltà e controversie, con quella dose di vittimismo che ormai ci appartiene di diritto, guidata da uomini forti e mezze cartucce, una nazione che in fin dei conti ha saputo emergere e ritagliarsi un posto in Europa e nel mondo.
Con lo stile dello scrittore e quello del giornalista, Carlo Fruttero e Massimo Gramellini compilano un memorandum sui fatti a loro avviso più significativi, includendo quelli obbligatori come la breccia di Porta Pia, la marcia su Roma o il rapimento Moro, escludendone altri, comprendendo fatti di cronaca nera e di cronaca rosa, citando Pavarotti e non la Callas, Casalegno e non Tobagi, il Vajont e non il Polesine e così via. Attraverso la lettura di documenti al fine di inquadrare in maniera precisa ciascun fatto, Gramellini e Fruttero hanno compilato un breviario della storia d'Italia, partendo molto spesso, come nel caso del rivoluzionario Bakunin o del predicatore Davide Lazzaretti, da particolari vividi e capaci di imprimersi nella memoria con il fine ultimo di dare un'"infarinatura di storia d'Italia" al lettore, senza il taglio grigio, noioso e scolastico di un libro di storia, di cui abbiamo le librerie piene. Un'infarinatura di storia per far ritornare in mente episodi studiati sui banchi di scuola, far conoscere avvenimenti ignoti, mettere ordine tra i cassetti della memoria.
L'impressione finale dei due autori è quella di una Patria "difficile", "più volte sull'orlo del baratro, più volte nel baratro precipitata, con continue riprese anche stupefacenti, anche ammirevoli", con punte di orgoglio e punte di vergogna, un Paese "fastidioso, quasi sempre dilaniato da emotività contrapposte e che potrebbe fare molto di più". La nostra Italia, in fondo, nel bene e nel male.
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