Ragioni e significati di una distinzione politica
Saggine Donzelli Editore Roma
Se vi è un elemento caratterizzante delle dottrine e dei movimenti che si sono chiamati e sono stati riconosciuti universalmente come sinistra, questo è l'egualitarismo, inteso, ancora una volta, non come l'utopia di una società in cui tutti gli individui sono uguali in tutto, ma come tendenza a rendere eguali i diseguali.
Forse non è la tipica lettura estiva, di quelle spensierate e rilassanti da spiaggia, ma era da moltissimo tempo che volevo leggere questa grande opera di Norberto Bobbio e alla fine ci sono riuscito.
Nonostante siano passati diciassette anni dalla sua prima comparsa in libreria, la sua attualità sembra aumentare piuttosto che diminuire. A dimostrazione di ciò, il volume ha conosciuto un successo continuo: dopo le diecimila copie vendute in tre giorni e le centomila in due mesi, dopo un anno se n'erano vendute più di trecentomila e, negli anni seguenti, l'opera è stata tradotta in oltre venti lingue straniere, consacrandosi anche a livello internazionale. Il successo così repentino e imprevisto ha colto di sorpresa sia l'editore sia l'autore stesso, i quali, come ci dice Carmine Donzelli nella sua prefazione, si sono interrogati al proposito con risposte varie e parzialmente esaustive: la formula editoriale, l'efficacia della ricezione tra i media, l'apparente facilità dell'argomentazione. Ma soprattutto - non si può dimenticarlo - un ruolo importante è stato giocato dalla congiuntura politica: il libro è uscito il 26 febbraio 1994, proprio poche settimane prima di quelle elezioni che hanno fatto irrompere nella scena politica un semisconosciuto imprenditore milanese, Silvio Berlusconi, e il suo partito, Forza Italia. Tuttavia, il libro ha mostrato di saper andare oltre, di superare altri momenti politici e di resistere e funzionare, connotandosi non più solo come best-seller, ma anche come long-seller.
Per entrare nell'atmosfera del libro, val la pena che vi dia alcuni flash del primo capitolo, La distinzione contestata. Destra e sinistra sono due termini in contrasto tra loro, utilizzati da più di due secoli ossia a partire dalla Rivoluzione francese per distinguere ideologie e movimenti tra loro opposti. "In quanto termini antitetici, essi sono, rispetto all'universo cui si riferiscono, reciprocamente esclusivi e congiuntamente esaustivi": esclusivi, dal momento che un movimento non può essere allo stesso tempo di destra o di sinistra ed esaustivi, poiché un movimento può essere soltanto o di destra o di sinistra. Come per altre dicotomie, anche di questa si possono fare usi diversi: descrittivo, assiologico, storico. Ciononostante, ha preso sempre più piede l'opinione, fino a divenire un luogo comune, che tale distinzione non abbia più motivo di esistere, che essa sia venuta meno, così come ha affermato - pare - per la prima volta Sartre, definendo destra e sinistra come due scatole vuote.