
Innanzitutto, tanto per non smentirsi, il leader Pd spende quasi dieci minuti del suo discorso a rivangare ancora la Resistenza e l'antifascismo (con annesso ringraziamento all'ANPI, presente in piazza), confermando che la sinistra proprio non riesce a fare i conti col passato. E questo è certamente grave, come viene ricorda nell'editoriale odierno di Ernesto Galli Della Loggia, che estende le sue considerazioni all'Italia intera.
E’ un disturbo il Parlamento, perché vorrebbe e dovrebbe discutere le proposte di legge o i decreti del governo, prima di approvarli.Qui sopra ho riportato un frammento del discorso di Walter Veltroni, il cui tenore per tutta l'ora rimane il medesimo. Ma il segretario del Pd forse vede un'altra realtà: nessuno ha mai detto o mai pensato che il Parlamento, la magistratura, la Corte Costituzionale o l'opposizione siano un elemento di disturbo, tant'è che tutti stanno esercitando con serenità le loro funzioni. Ciò che si può contestare è al massimo che le loro funzioni vengano esercitate
E’ un disturbo la magistratura, perché esercita un controllo di legalità che non può e non deve risparmiare chi governa la cosa pubblica in nome e per conto della collettività.
E’ un disturbo la Corte costituzionale, perché deve verificare la costituzionalità dei provvedimenti voluti dal governo e approvati dalla maggioranza in parlamento.
E’ un disturbo l’opposizione. Perché spezza l’incantesimo del plebiscitario consenso al governo. Perché dimostra che c’è un altro modo di pensare, che potrebbe domani diventare maggioritario. Perché vuole, come noi vogliamo, una grande innovazione istituzionale, il dimezzamento del numero dei parlamentari, una sola Camera con funzioni legislative, una legge elettorale che restituisca lo scettro ai cittadini. A cominciare dalla battaglia parlamentare che faremo nei prossimi giorni per mantenere il voto di preferenza alle prossime europee.
Questa manifestazione è un grande momento di democrazia, sereno e pacifico.
E guai, davvero guai, a chi pensa di ridurre solo minimamente la libertà di avanzare critiche, la libertà di dissentire, la libertà di protestare civilmente contro decisioni e scelte che non condivide.
La democrazia non è un consiglio d’amministrazione. La minaccia irresponsabile e pericolosa di intervenire “attraverso le forze dell’ordine” dentro quei templi del sapere, della conoscenza e del dialogo che sono le Università, è stata qualcosa di abnorme e di mai visto prima.
Anche queste parole dimostrano come la sinistra abbia un'altra visione della realtà; ne
Il resto dell'intervento di Veltroni è un amarcord di argomenti cari alla sinistra: il precariato, il Governo che ruba ai poveri per dare ai ricchi, il Governo che difende le banche e non pensa ai cittadini (forse si dimentica che sono state varate misure per mettere al sicuro i soldi de
Veltroni oggi si è limitato a declamare, con tante belle parole e con tanta enfasi, le buone intenzioni, così come aveva fatto al Lingotto, ma non ha portato proposte concrete sui grandi temi, non ha spiegato la linea del partito nei vari ambiti della vita. E allora, a cosa è servito andare in piazza? A far vedere che si è riuscito a portare al Circo Massimo circa duecentomila persone (come afferma la questura, e non due milioni e mezzo, come afferma il Pd)? Oppure è servito a Veltroni solo per far capire che è lui che comanda nel partito? Me lo chiedo perchè, dopo aver ascoltato il comizio con attenzione, non sono riuscito a cavarne nulla di buono...
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