domenica 8 febbraio 2009

FERMIAMOCI DINANZI AL DOLORE

Da quanti giorni assistiamo al tam tam di notizie sul caso Englaro? Tanti, anzi troppi, francamente troppi: credo sia giunta l'ora del silenzio per rispetto della famiglia Englaro.
Come ha ben ricordato l'ex Capo dello Stato Ciampi su "Repubblica" ("mi rattrista molto vedere che un caso umano così doloroso diventi occasione per cercare di attaccare il Capo dello Stato. E' davvero inopportuno, e mi amareggia innanzitutto come cittadino, che si prenda spunto da una vicenda drammatica per cercare di affievolire i poteri del Presidente"), è molto triste utilizzare strumentalmente il dolore, non solo per attaccare il presidente Napolitano, ma proprio per una questione di buon gusto personale: nessuno di noi ha una misura, neppure minima, del grave dolore che Beppino Englaro da 17 anni vive stando al fianco di sua figlia. Che non è più la stessa Eluana delle fotografie: considerazioni - queste - ben espresse dal professor Da Monte ("Ho provato un dolore immenso per questa ragazza, che ci è stata presentata nel fiore della giovinezza, piena di gioia di vivere. Mi sono trovato davanti a una persona completamente diversa dall'immaginario che ognuno di noi si era creato.")
A questo punto mi chiedo: è giusto che la politica continui a parlare e ad usare per meri interessi propri la vicenda Englaro? Stiamo parlando di quella stessa politica che da tempo ragiona di una legge sul testamento biologico, senza giungere a nessun atto concreto. Con la mia memoria arrivo ancora ai tempi del governo Prodi, con Ignazio Marino presidente della commissione Sanità del Senato, la quale aveva licenziato un testo; e poi come mai non se n'è più fatto nulla? Troppi erano i disaccordi sulla questione tra i cattolici e i laici del Pd, duramente contrapposti. E arriviamo così ad una sentenza della Corte di Cassazione che respinge il ricorso della procura di Milano, autorizzando la sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione ad Eluana.
Ritengo che la politica debba fare un serio esame di coscienza: su una materia riguardo la quale doveva legiferare il Parlamento è dovuta intervenire la magistratura per sanare evidentemente una mancanza della legge. E ora che fa il Governo? Fa i salti mortali, convocando in fretta e furia Camera e Senato per lunedì al fine di discutere un ddl sul testamento biologico...
Non credo sia proprio la maniera più giusta di agire: indipendentemente da ciò che ciascuno di noi possa pensare riguardo la fine della vita, è bene mantenere comunque un certo contegno dinanzi al dolore profondo di un padre che vede da 17 anni la sua figlia nelle condizioni che tutti conosciamo. Rispettando quindi anche la sua decisione di porre fine alla vita (se tale può essere definita) di Eluana. Ecco perchè ha fatto bene, a mio parere, il presidente Napolitano a non firmare il decreto legge approvato venerdì mattina dal Governo dal momento che "non è intervenuto nessun fatto nuovo che possa configurarsi come caso straordinario di necessità ed urgenza ai sensi dell’art. 77 della Costituzione se non l’impulso pur comprensibilmente suscitato dalla pubblicità e drammaticità di un singolo caso."

2 commenti:

  1. Il caso di Eluana è stato "trascinato" dalla stampa e dal padre inevitabilmente verso un scontro politico. Penso che il Sig.Englaro sia uno di quegli uomini necessari che assumono su di sè l'onore di provocare un pubblico dibattito su argomenti di grande rilevanza che una politica stolida snobba per parlare solo dei propri interessi. Egli è e resterà comunque solo dopo aver perso il suo tesoro...E' giusto tacere della ragazza ma come non discutere ( e duramente ) del tentativo di piegare un atto processuale ad una volontà politica oltretutto retroattivamente ? In un paese sereno e civile le sentenze si impugnano non si discutono. Ciao

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  2. Francesco Poggi8 febbraio 2009 22:56

    La natura degli eventi 17 anni fa sancì il suo verdetto: Eluana sarebbe dovuta morire. Io non concepirò mai l'accanimento terapeutico.

    Vorrei domandare a tutti coloro che ostentano indignazione verso la scelta di andarsene via da una "non vita" cosa farebbero se fosse capitato a loro?

    Questo forse è uno dei tanti motivi per cui sono ateo.

    Per quando riguarda il dibattito politico Napolitano non può trovare che il mio pieno consenso.

    Ciao

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