mercoledì 9 aprile 2008

TRA STORIA E REALTA'

A proposito delle ultime dichiarazioni di Berlusconi e Dell'Utri, Pierluigi Battista sul Corriere della Sera di ieri parla di "doppia caduta". E, in effetti, non sbaglia a definirla tale.
Per quanto concerne l'esame di idoneità mentale per i pm (proposto da Berlusconi) sono totalmente d'accordo sulla condanna di un gesto simile: si tratta di uno slogan elettorale, di cattivo gusto, probabilmente meditato in maniera attenta dall'ex premier. E' fuori di dubbio che altro fine non ha che riattizzare una vecchia polemica tra magistratura e politica, quella delle toghe rosse, cara a Berlusconi, che non tiene conto, però, del fatto che, se dovrà governare e perciò prendere provvedimenti in tema di giustizia, dovrà cercare di non inimicarsi, per quanto gli sia difficile, una buona parte della magistratura. Sarebbe ora di superare lo slogan delle toghe rosse, riconoscendo che tra tanti buoni magistrati, che prestano fedelmente la loro opera, ve ne sono alcuni che utilizzano la legge come clava contro taluni esponenti politici e perciò condannarli.
Per quanto riguarda il punto toccato da Marcello Dell'Utri, revisionare i libri di testo sulla Resistenza, mi sembra un tema più volte agitato, ma mai seriamente affrontato. E comunque, proporre, come dice Battista, "un nuovo canone di interpretazione storica direttamente vidimato dall'autorità politica espressa da una coalizione di governo" è qualcosa che ha un sapore retrò, poco moderno, poco vicino alla realtà odierna. Se, come appare vero, la parte di storia sulla Resistenza è trattata in maniera troppo enfatica e celebrativa sui libri di storia per una serie di ragioni note (che ora ometto), la soluzione non è proporre la revisione in chiave anti-Resistenza. E' bene ricordare che i libri di storia devono insegnare ai ragazzi, i quali pertanto sarebbero le vittime di una tale azione: questa mossa pare essere un gioco politico e niente di più. Senza dimenticare che la maggior parte dei docenti di storia, indipendentemente dal libro adottato, comunica con maggiore o minore enfasi - sbagliando - gli argomenti più vicini alla sua sensibilità (e sappiamo che la maggior parte dei professori è di centrosinistra). La soluzione più utile per tutti è perciò far sì che nei libri di storia siano espresse, per quei fatti ancora in corso di studi approfonditi, le tesi più importanti e con più dati a disposizione, nella maniera più neutra possibile, senza lottare per spartirsi la storia tra destra e sinistra.
Perciò, se in questo modo si vuole tentare di rianimare una campagna elettorale piuttosto triste, non ci resta che rassegnarci: i temi cari ai cittadini lasciati da parte a favore di altri, sicuramente importanti, ma sui quali non vale la pena scaldarsi tanto.

1 commento:

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