giovedì 11 agosto 2011

OPUS DEI SEGRETA



Opus Dei segreta

Ferruccio Pinotti

Bur Futuropassato

€ 11,50


Cosa c'è di più vero e genuino per capire un mondo segreto se non le testimonianze di chi lo ha vissuto in prima persona? E' proprio attraverso i racconti di ex numerari ed ex numerarie che Ferruccio Pinotti (nella foto) vuole raccontarci il mondo dell'Opus Dei, la potente organizzazione fondata dal prete spagnolo Josemaría Escrivá de Balaguer nel 1928.
Il simbolo dell'Opus Dei

Intorno ad essa, regna da sempre un alone di mistero e di segretezza, che, grazie ai racconti di Emanuela ProveraMariagrazia Zecchinelli e Amina Mazzali e tanti altri di Paesi diversi, viene parzialmente scoperto, mettendo in luce gli aspetti deteriori di quella che originariamente doveva essere un'organizzazione religiosa e che invece progressivamente ha assunto le caratteristiche di una setta. Leggere i racconti degli ex numerari richiede un grande sforzo di comprensione: molto spesso capita di entrare nel vortice opusiano da adolescenti con una vacanza in un centro gestito - ad insaputa dell'adolescente - dall'Opera e da lì inizia l'opera di convincimento e proselitismo. Da quel momento comincia un'esperienza capace di segnare una mente in evoluzione come può essere quella di una quindicenne: sebbene non ancora numerario, lo stile di vita è il medesimo di un numerario a pieno titolo, soffocante e opprimente, che non lascia spazio alla crescita personale e che impone una totale devozione all'Opera. Tale e tanta è la devozione che al di là delle preghiere da recitare durante il giorno, per due ore alla giornata è obbligatorio l'uso del cilicio e almeno una volta alla settimana, solitamente il sabato, quello della disciplina, cioè una frusta, pratiche che fanno strabuzzare gli occhi non solo per l'anacronismo, ma per la loro stessa brutalità, anche perché non è concepibile che il "laico" (questo è lo status ribadito dall'Opera relativamente ai numerari) sia costretto a pratiche ascetiche di tale durezza al pari di un religioso, per il quale sono altrettanto inconcepibili. Una pratica di vita fatta di rinunce, penitenza, autoflagellazione.


Josemaría Escrivá de Balaguer
Per dare un'idea della diffusione dell'Opus Dei, si stima che siano circa ottantacinquemila i membri in tutto il mondo, con una penetrazione sempre più forte negli ambienti della finanza e della politica; la natura totalizzante dell'Opera fa sì che i suoi appartenenti rispondano agli imperativi e allo stile di pensiero promossi dall'Opus Dei, una "loyalty", una lealtà preferenziale all'organizzazione del tutto interiorizzata dai membri e indiscutibile. Altrettanto decisiva è l'influenza sulle posizioni del Vaticano: ricordiamo che per l'Opus Dei è stata creata da Giovanni Paolo II una "Prelatura personale", il che la rende "una gigantesca diocesi extraterritoriale, una vera e propria 'Chiesa nella Chiesa', completamente autonoma in termini organizzativi e finanziari e in grado persino di effettuare l'ordinazione di propri sacerdoti". A tal proposito, è bene ricordare che papa Benedetto XVI sembra aver iniziato a considerare l'enorme influenza dell'Opera, dando alcuni segnali di "moderazione": per esempio, ha ridimensionato il grande potere nel campo della comunicazione raggiunto da Joaquín Navarro Valls, che è stato sostituito da "un esponente dei nemici storici dell'Opera, il gesuita padre Federico Lombardi"; allo stesso tempo, i richiami ad evitare il "carrierismo ecclesiastico" e il "superlavoro" sembrano rivolti all'Opera (ricordiamo che l'Opus Dei fa della mitizzazione del lavoro il fulcro della sua strategia di potere). Tuttavia, un vero e proprio ridimensionamento si presenta problematico per lo stesso Ratzinger, che dall'Opera ha accettato non solo lauree honoris causa, ma appoggi fondamentali per l'accesso al soglio pontificio: la nomina papale di Joseph Ratzinger è stata resa possibile, come rivelano alcuni recentissimi scoop, da una vera e propria "campagna elettorale" imbastita dai cardinali vicini all'Opus Dei.
La domanda finale che l'autore si pone nelle ultime pagine delle conclusioni del libro è: "una simile situazione permarrà immutata?" Sembrerebbe non sia così, l'evoluzione delle cose porterebbe a pensare che un cambiamento sia possibile, specie alla luce delle progressive opere di denuncia, la prima delle quali risale al 1992, seguita da saggi ed inchieste che hanno dato un rilevante contributo di conoscenza critica dell'Opera. Un aspetto che ormai anche l'Opus Dei non può sottovalutare è il web: l'enorme cassa di risonanza che la rete può dare ad un libro, ad un documentario o la presenza stessa di blog tematici rendono impossibile una "censura 'perpetua'"; l'organizzazione si è accorta di tutto ciò e, infatti, il suo approccio alla comunicazione è radicalmente cambiato e si è raffinato: innanzitutto, essa dispone di un sito internet tradotto in moltissime lingue e che rende disponibile documentazione precedentemente sconosciuta; inoltre, ha iniziato a collaborare con giornalisti che non si pongono in posizione critica, come John Allen (Opus Dei: La vera storia. I segreti della forza più controversa nella Chiesa Cattolica, Newton Compton Editori, Roma 2006); lo staff del settore comunicativo sta vivendo un rapido turn-over e, in particolare, il portavoce dell'Opus Dei per l'Italia, Giuseppe Corigliano, ha inaugurato una nuova linea comunicativa. Pure alla luce di questi piccoli passi in avanti, Ferruccio Pinotti elenca trentasei "riforme ineludibili", per limitarsi agli aspetti più eclatanti: riconoscibilità delle residenze, identificabilità delle scuole, bilanci per ogni "Regione", fonti finanziarie, reclutamento dei minorenni, chiarezza sull'ammissione, rispetto delle autorità ecclesiastiche, mancato scavalcamento delle norme civili ed altre ancora.
L'inchiesta di Ferruccio Pinotti vuole sfondare il muro invisibile e raccontare, con la potente forza delle testimonianze degli ex numerari, come si vive veramente all'interno dell'Opera, ormai riconosciuta come una delle più potenti e controverse organizzazioni della Chiesa, misteriosa e al centro dei più clamorosi scandali finanziari internazionali, come il caso Calvi-Ambrosiano, il caso Ruiz Mateos in Spagna, il crac Parmalat, la recente vicenda di Bancopoli e in particolare i legami dell'Opus con il cattolicissimo Antonio Fazio; un'organizzazione con amicizie e simpatizzanti praticamente ovunque: Massimo D'Alema era presente alla cerimonia di santificazione di Escrivá De Balaguer nel 2002, Francesco Rutelli e Cesare Salvi erano in prima fila ai festeggiamenti per il centenario della nascita di Escrivá, l'amicizia tra Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri nasce proprio grazie all'Opus Dei.

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