Italiani che hanno preso la strada dell'estero ve ne sono tanti, la maggior parte di questi ha avuto fortuna nel campo in cui si è applicata e porta alto l'onore del nostro Paese: l'italiano medio è persona capace di
abnegazione e costanza, dedito al lavoro, preciso, scrupoloso e, in fondo, orgoglioso.
E' per questo motivo che voglio raccontarvi la storia di
Bruno Serato. Originario del Veneto, di
San Bonifacio, circa trent'anni ha deciso di fare armi e bagagli e di varcare l'oceano per cercare

fortuna negli States, avendo con sé nient'altro che un sogno e 200 dollari in tasca. Gli anni di
duro lavoro hanno fruttato alla grande al punto che ora possiede uno dei più importanti ristoranti della California, l'
Anaheim White House Restaurant, nella contea di Orange, un ristorante frequentato da
star come Gwen Stefani, David Beckham, Madonna, Jimmy Carter, George W. Bush e Danny De Vito, per fare alcuni esempi. Ma la notizia non è questa, per lo meno non è solo questa: fin qui - viene spontaneo dirlo - non è stata raccontata nient'altro che la storia di un italiano, che ha fatto fortuna fuori dal suo Paese, applicandosi duramente e con regolarità. La vera notizia è che Bruno Serato è stato inserito nella
Cnn Top 20 Heroes 2011, la classifica che la Cnn stila annualmente inserendovi coloro che, con il loro impegno, cambiano il mondo, una sorta di classifica dei personaggi più
altruisti.
Il motivo di un così importante riconoscimento, che è costato a Bruno Serato
un articolo su People, risiede nel fatto che, giornalmente, Bruno serve
venti chili di pasta a
trecento motel kids, ovvero bambini figli di

quell'America che non sogna, non riesce a pagarsi un affitto ed è costretta a vivere in una camera di pochi metri quadrati senza bagno e spesso senza cucina, bambini costretti a crescere a due passi da prostitute, drogati, alcolizzati e tutta la gente che popola i motel da quattro soldi, bambini che senza l'aiuto di Bruno rischiano di andare a letto senza cena.
Racconta Serato che solo ad Anaheim ci sono più di mille famiglie che vivono in motel, dove non è possibile cucinare; quando la
madre Caterina lo ha scoperto, subito gli ha detto: "Non possono cenare? Bruno, preparagli tu una pastasciutta!" E così, da sei anni, con pochi clamori, alle cinque del pomeriggio accompagna in
autobus i piccoli in un centro di solidarietà per minori, dove serve i suoi spaghetti al pomodoro. Finora ha servito più o meno
250 mila piatti di pasta, spendendo di tasca propria
duemila dollari al mese e non l'ha frenato neanche la bolla finanziaria; seppure i clienti del ristorante si sono ridotti del 30-40%, Bruno ha acceso un
mutuo per tenere in piedi la White House e, al contempo, aiutare i bambini.
Una storia curiosa riguarda
Armando, il quale, a quindici anni, si è intascato il biglietto da visita del ristorante di Serato e al contempo una promessa dal proprietario. Dato che voleva lavorare, Bruno l'ha invitato a tornare una volta compiuti i diciotto anni: puntualmente, dopo tre anni,

Armando ha bussato alla porta del ristorante col bigliettino ed è stato
assunto in sala. Ma, oltre a ciò, è bene ricordare come Bruno sia attento al loro sviluppo e se ne occupi con una sollecitudine da nonno, servendo pasta al salmone, al tacchino o con ingredienti ricchi di
omega-3, viste le note dimensioni del problema dell'
obesità infantile negli Stati Uniti. Per quanto riguarda la crescita spirituale, Serato ha una ricetta: "Ogni tanto li porto con me al ristorante, perché capiscano che la vita non è solo un motel o un centro d' accoglienza. Quando vedono quegli atleti (delle squadre olimpiche di pallavolo e hockey, clienti abituali di Bruno,
ndr) rimangono strabiliati, allora io dico: vedete ragazzi, crescete in fretta, anche voi potete diventare campioni!" E qualcuno ce l'ha fatta, visto che è diventato un
ricercatore di fama alla
Oxford University.
Bruno Serato ha così mostrato - e lo dico con orgoglio, visto che si tratta di un italiano - di quanto il nostro popolo sia grande e gentile, lavoratore e altruista e di come nella vita sia sempre necessario prefiggersi, sempre e comunque, degli
obiettivi ché prima o poi i risultati arrivano. E la storia di Bruno e di Armando ne sono degli esempi.