Wojtyla segreto.
La prima controinchiesta su Giovanni Paolo II
Giacomo Galeazzi, Ferruccio Pinotti
Chiarelettere
€ 16
La prima controinchiesta su Giovanni Paolo II
Giacomo Galeazzi, Ferruccio Pinotti
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La Chiesa non è una democrazia.
Karol Wojtyla, ottobre 1997
Giovanni Paolo II, al secolo Karol Wojtyla, rappresenta

Ma siamo sicuri che la descrizione della figura di Giovanni Paolo II si concluda tutta qui? Siamo sicuri che non esista un "Wojtyla segreto" che è stato lasciato in secondo piano o del tutto ignorato? Giacomo Galeazzi, vaticanista de La Stampa, e Ferruccio Pinotti, giornalista d'inchiesta, si sono dedicati ad un'interessante controinchiesta sulla figura controversa di Karol Wojtyla, ripercorrendo tutta la sua vita attraverso documenti inediti, interviste a personaggi come Lech Walesa o Zbigniew Brzezinski.
Che Karol Wojtyla fosse un predestinato è facile intuirlo fin dalle prime fasi del racconto della sua gioventù; la vocazione nasce durante l'occupazione e ben presto Karol si avvicina ad Adam Sapieha (a sinistra), figura ca

Fin qui il percorso di vita di Karol Wojtyla. Ma ciò che il libro vuol mettere in luce, prima di tutto, è la singolare celerità con cui si è avviato il processo di beatificazione. Già due mesi dopo la morte, "non rispettando il termine di cinque anni prescritto dal diritto canonico, papa Benedetto XVI avviò il processo di beatificazione. E già nel dicembre 2005 riconobbe al suo predecessore le virtù eroiche, atto necessario per la beatificazione." Non è solo questa rapidità a sorprendere, ma anche il ristretto numero di prove portate e di testimoni sentiti se consideriamo il lungo e problematico pontificato di Giovanni Paolo II - ventisette anni, il terzo pontificato più lungo nella storia della Chiesa. Per esempio, tra le voce critiche, vale la pena ricordare quella del cardinale Angelo Sodano (a destra), per più di dieci anni segretario di Stato, il quale non è mai stato interrogato dai giudici del tribunale canonico dediti alla causa di beatificazione ma, nel giugno 2008, ha precisato in una lettera di dubitare "dell’opportunità di

La parte centrale nel libro è dedicata all'appoggio di Wojtyla alla caduta del comunismo, parte che non a caso si intitola "Il fine giustifica i mezzi". Attraverso le testimonianze di Francesco Pazienza, agente del Sismi, di Lech Walesa, leader del sindacato Solidarnosc, di Tadeusz Mazowiecki, ex primo ministro polacco, viene fuori il profondo interesse del papa nell'abbattere il soffocante regime comunista: quanto mai interessante è pure la testimonianza di Zbigniew Brzezinski, il potentissimo consigliere strategico della Casa Bianca di origine polacca, che ha teorizzato l’uso della religione come strumento utile a distruggere l’impero sovietico, sostenendo ad est la resistenza polacca e la Chiesa del Silenzio e a sud i mujaheddin che in Afghanistan contrastavano i sovietici. La conoscenza dei due data al 1976 in occasione di un incontro riservato ad Harvard, nel corso del quale nasce un’amicizia "calda e affettuosa" mai interrottasi. Addirittura, sarebbe stato Brezinski stesso, attraverso il cardinale Krol, di origine polacca, a mobilitare la conferenza episcopale americana per sostenere l’elezione di Wojtyla due anni dopo. In questa lotta serrata al comunismo, servono ri

Santità, sono stato io ad addossarmi il pesante fardello degli errori nonché delle colpe commesse dagli attuali e precedenti rappresentanti dello Ior, comprese le malefatte di Sindona, di cui ancora subisco le conseguenze; sono stato io che, su preciso incarico dei Suoi autorevoli rappresentanti, ho disposto cospicui finanziamenti in favore di molti paesi e associazioni politico-religiose dell’Est e dell’Ovest; sono stato io che, di concerto con autorità vaticane, ho coordinato in tutto il Centro-Sudamerica la creazione di numerose entità bancarie, soprattutto allo scopo di contrastare la penetrazione e l’espandersi di ideologie filomarxiste; e sono io infine che oggi vengo tradito e abbandonato proprio da queste stesse autorità a cui ho rivolto sempre il massimo rispetto e obbedienza.
Queste e tante altre informazioni vengono raccolte in questo libro-inchiesta, che - precisano gli stessi autori - non vuole essere un libro contro, ma su papa Wojtyla, un "viaggio intellettuale e umano" volto a comprendere gli aspetti meno conosciuti e forse più significativi di un papa destinato ad entrare nella storia, un libro che aiuta a mettere a fuoco i tanti interrogativi che hanno avvolto questa figura, i terribili atteggiamenti di chiusura nei confronti della Teologia della liberazione (e il conseguente appoggio alle dittature latinoamericane: come dimenticare la fotografia in cui Wojtyla si affaccia al balcone della Moneda benedicendo Pinochet?), le controverse aperture verso movimenti integralisti come l'Opus Dei, fino alla santificazione di Josemarìa Escrivà de Balaguer, complice e supporto del franchismo, il conservatorismo in tema di morale sessuale e di ruolo della donna.
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