A voi risulta che l'Arpa abbia dato notizia che sabato 7 novembre 2009 intorno alle ore 17 c'è stato un incidente all'impianto Algofrene della Solvay Solexis di Spinetta Marengo? A noi no. Eppure sembrerebbe che a seguito della foratura della colonna di testa del reattore R3 ci sia stata una considerevole fuoriuscita di gas. All'interno di tale apparecchiatura alla pressione di 11 bar si fa reagire il Cloroformio con Acido Fluoridrico ottenendo così Clorodifluorometano (CFC22) e Acido Cloridrico. Il reattore in pochi minuti si è depressurizzato all'aria senza che la Solvay dichiarasse alcuna emergenza. Non vogliamo dubitare che sia successo nulla di grave, ci chiediamo però se l'Arpa è stata informata, e se sì, perchè non ha informato. Magari solo per tranquillizzare, considerando che il Cloroformio ha un effetto deprimente sul sistema nervoso centrale, può produrre danni al fegato dove viene metabolizzato in fosgene ed è cancerogeno (associato al carcinoma epatocellulare). A sua volta l'acido fluoridrico è estremamente tossico sia per inalazione che per contatto e danneggia il tessuto osseo e le vie nervose; l'ingestione è spesso mortale. Il Clorodifluorometano è una sostanza classificata come pericolosa ai sensi della Direttiva 67/548/CEE, persiste nell'aria e partecipa al processo di riduzione dello strato di ozono stratosferico.
martedì 10 novembre 2009
MAIL DA MEDICINA DEMOCRATICA
IL CASO SOLVAY SUL TG3 DEL PIEMONTE
Non appena sarà on line su YouTube anche il servizio delle Iene, potrete vederlo qui sul blog.
ULTIMI AGGIORNAMENTI SUL CASO SOLVAY
- martedì 10 novembre 2009, Tg3 Piemonte,
Rai3, ore 14 e 19,30
- martedì 10 novembre 2009, Le Iene,
Italia1, ore 21,10
- Veleni nelle falde, i timori dei sindacati, Daniela Terragni, Il Secolo XIX, 03/11/2009
- In data 3 novembre 2009, i sindacati, con Muliere, Tiberti e Bricola, hanno convocato un'assemblea in fabbrica, cui hanno partecipato circa 200 lavoratori. Quello che è emerso è la "smania di far conoscere, innanzitutto ai cittadini del sobborgo alessandrino" la verità su uno stabilimento in cui la sicurezza e la professionalità sono ad alti livelli; insomma, molti malumori per il modo in cui la vicenda è stata messa in piazza, "tante sciocchezze, spesso strumentali". Bersagli delle critiche dei dipendenti Solvay non sono state solo Le Iene, ma anche l'ex collega licenziato, Pietro Mancini, Lino Balza di Medicina Democratica, anch'egli ex dipendente "che per anni ha denunciato il rischio di un possibile inquinamento della Fraschetta", Pinuccia Pavese dell'Arpa Alessandria e il sindaco di Alessandria Piercarlo Fabbio, il quale "ha ipotizzato scenari catastrofici che mettono a repentaglio vite umane che non esistono", perlopiù "mostrando di non fidarsi di noi sui controlli dell'aria". Qualcuno ha chiesto anche un incontro con il sindaco per "spiegare quello che qualcuno ha definito una volontà politica di colpire il polo chimico di Spinetta", che Fabbio ha accettato nel corso dell'incontro di giovedì 5 novembre con i sindacalisti Valente, Muliere e Bricola. Nessuno, però, ha mostrato preoccupazione per i 500mila metri cubi di veleni interrati sotto gli impianti. I tre sindacalisti, tuttavia, si sono mostrati concordi nel chiedere "un tavolo di coordinamento presieduto dal prefetto al quale abbiamo già chiesto un incontro per capire i rischi e chi paga".
- Solvay, la rabbia dei dipendenti, ilpiccolo.net, 04/11/2009
- Poi l'attenzione si è spostata sulla nuova puntata delle Iene, il Pfoa o acido perfluorottanoico, legato alle produzioni della Solvay di Spinetta e di cui sono state trovate alte concentrazioni alla confluenza tra Tanaro e Bormida; ci sarebbe dovuto essere un nuovo confronto su questo tema, ma stavolta la Solvay ha detto "no". La Iena Pelazza è stata presso l'Arpa di Torino, fra i cui tecnici figura anche Alberto Maffiotti, direttore dell'Arpa di Alessandria, il quale ha assicurato che "per l'acqua potabile non c'è alcun allarme". L'interesse del giornalista si è spostata in seguito sui dati degli esami del sangue. Quelli del 2002, effettuati presso la Fondazione Maugeri di Pavia, mostrano su un campione di 46 lavoratori "valori di 27 parti per milione", valori scesi, ma pur sempre elevati, negli esami del 2008. Le analisi su 156 lavoratori certificate dal Dipartimento di Medicina del Lavoro dell'Università di Milano, indicano "valori medi di 2, fino ad un massimo di 10", dato spiegabile - dice l'azienda - "con i forti investimenti sulla sicurezza compiuti in questi sette anni".
- Il sindaco: "Monitoriamo l'aria intorno alla Solvay", Si. Fo., Il Secolo XIX, 06/11/2009
- I dirigenti, dato che non partecipano alla seconda puntata delle Iene, hanno scritto "una replica alle contestazioni e alla documentazione e alle testimonianze in possesso" di Pelazza. In essa si spiega che che "il Pfoa non viene prodotto a Spinetta ma è un tensioattivo (come il sapone", non ci sono prove scientifiche di "effetti dannosi sulla salute umana legati al Pfoa", l
o stabilimento di Spinetta ha preso l'impegno "di ridurne le emissioni del 95% entro il 2010 con l'obiettivo di una totale sostituzione del Pfoa entro il 2015". Riguardo i lavoratori, l'azienda spiega di essere intervenuta per "minimizzare la loro esposizione" e che "i livelli ematici (di Pfoa, ndr) sono diminuiti in modo significativo" al punto che "ora l'esposizione è molto bassa e quasi del tutto non apprezzabile". A latere val la pena sottolineare che gli sciacalli sono sempre in agguato: all'Arpa di Alessandria sono arrivate telefonate di cittadini contattati da ditte produttrici di filtri ai carboni attivi per depurare l'acqua dal momento che quest'ultima è inquinata e l'Arpa nasconde i dati al riguardo. Il presidente Maffiotti smentisce seccamente e "ribadisce che l'acqua della rete idrica è buona".
- A Palazzo Ghilini, si sono incontrati il presidente della Provincia di Alessandria, Paolo Filippi, l’assessore alla Tutela Ambientale, Lino Rava e l’ing. Claudio Coffano, dirigente Pianificazione e difesa del suolo, per valutare la situazione dell'inquinamento a Spinetta Marengo. "La Provincia di
Alessandria ha rilasciato le autorizzazioni sulla base di progetti presentati dalla Solvay Solexis e da Arkema e sulla base dei monitoraggi effettuati dagli enti di controllo preposti per le emissioni in aria. Durante le istruttorie erano già stati presi accordi o date prescrizioni per la riduzione, e la successiva eliminazione, del PSOA e del trattamento dei limiti autorizzati del C2F4". Il presidente Filippi e l’assessore Rava si sono impegnati comunque a chiedere "un ulteriore approfondimento ed un monitoraggio da parte dell’Arpa e dell’Asl". A proposito del rinvio a giudizio dei presunti responsabili per inquinamento, la Provincia "si sente impegnata a costituirsi come parte civile per verificare se siano stati forniti dati non coerenti con l’effettivo stato di inquinamento dell’area, non consentendo in tal modo una completa valutazione in merito alle migliori soluzioni tecniche da mettere in atto".
lunedì 9 novembre 2009
CONFERENZA STAMPA DI MEDICINA DEMOCRATICA
presso la Circoscrizione Centro in via Venezia 7 (Alessandria)
Conferenza stampa di Medicina democratica e
Comitato Spinetta Marengo
Costituzione come parti civili dei lavoratori e dei cittadini al processo per inquinamento cromo e altri 20 veleni contro la Solvay di Spinetta Marengo.
Martedì prossimo seconda puntata televisiva con le Iene. Protagonista il PFOA acido perfluorottanoico, di cui si è cominciato a parlare dopo l’esposto di Medicina democratica alla Procura di Alessandria. Dunque nel mirino sarà l’Arpa. Otto le domande imbarazzanti. Innanzitutto con quale senso di responsabilità Maffiotti ha detto: il PFOA non deve destare alcun allarme. Può essere liberamente rilasciato in aria-suolo-acqua. Questo perché le leggi italiane non ne avrebbero (ancora) fissato gli specifici limiti di scarico. Aspettiamo le leggi, come si fece per il DDT e l’amianto, aspettiamo di contare i morti? Il “principio di precauzione” non è un vincolo internazionale? Se negli altri Paesi avessero trovato 1.500 ng/litro nei loro fiumi, come in Bormida e Tanaro, le Arpa di quei paesi avrebbero chiesto leggi urgenti adottando nel frattempo misure precauzionali? Se gli altri Paesi avessero riscontrato valori estremi di PFOA nel sangue dei propri cittadini, come avviene a Spinetta Marengo, avrebbero fatto finta di niente? L’Arpa di quei Paesi avrebbe tranquillizzato oppure chiesto leggi e intanto provvedimenti precauzionali? Negli Stati Uniti, l’Arpa americana ha messo al bando il PFOA, dopo che il suo Comitato scientifico aveva concluso che il PFOA è “probabilmente cancerogeno”. E’ bastato quell’eufemistico “probabilmente” per vietarne l’uso. Perché l’Arpa alessandrina no? Non basta che le ricerche della stessa 3M abbiano appurato la cancerogeneità e la tossicità nelle cavie? Nelle cavie sì e nell’uomo no? Normale che sia stato trovato nei cordoni ombelicali? Non basta che il Centro nazionale per la biosicurezza e le biotecnologie abbia appurato che il PFOA è un interferente endocrino con effetti sulla tiroide? Aspettiamo la legge e tranquillizziamo Procura e opinione pubblica? Non basta che l’IRSA Istituto di ricerca sulle acque abbia chiesto indagini sul consumo dei prodotti ittici perché “il rischio per la salute umana non può assolutamente essere escluso”, come da parere dell’ISS Istituto superiore della sanità? I pesci alessandrini in mutazione genetica nuotano nel PFOA. Mangiateli tranquillamente, dice l’Arpa…ma non in quantità eccezionali. Non basta che il Parlamento europeo, in ritardo ma già nel 2002, per il PFOA raccomandava “l’arresto o la graduale eliminazione degli scarichi, delle emissioni e delle perdite”? Aspettiamo le leggi o le rivendichiamo? Quando chiederemo alla Solvay i risarcimenti miliardari che la consorella Du Pont ha già dovuto pagare? Non è meglio prevenire piuttosto che risarcire? Noi, con i lavoratori e i cittadini, che non siamo tranquillizzati dall’Arpa, anzi ne siamo spaventati, abbiamo chiesto alla Procura della Repubblica di intervenire: la presunta assenza di specifici limiti di legge non autorizza il libero esercizio di inquinamento e avvelenamento. Il titolo del servizio delle Iene potrebbe essere: “comprereste voi un’auto usata dall’Arpa?”
ANCORA COMMENTI SUL CASO SPINETTA
- Anonimo scrive:
Lavoro presso la Solvay e sono a conoscenza del pfoa come tutti i lavoratori, spero che le autorità facciano chiarezza in merito per il bene di tutti.
Per quanto riguarda l'attacco all'azienda per il cromo esavalente è un atto politico bello e buono.Il terreno è inquinato dal 1960 ma un piano di bonifica può essere solo fatto da un azienda chimica, quindi invece di un attacco diretto alla Solvay che può solo incentivare la chiusura del sito dimostra la incompetenza dei nostri politici. Gli enti in collaborazione con Solvay devono decidere come e chi deve pagare l'attività di messa in sicurezza cercando di mantenere l'occupazione del sito chimico tra i più importanti d'Italia. I prodotti dello stabilimento li usiamo tutti i giorni dalle valvole cardiache agli oli, ai microprocessori, alla plastica, non produrli in Italia significa solo produrli in Francia beccandosi l'inquinamento nell'atmosfera senza alcun vantaggio.
Infine le cazzate dette sul PFIB sono enormi in quanto è un gas tossico non presente in grandi quantità da far danni alle persone esterne allo stabilimento
giovedì 5 novembre 2009
NON SPRECARE

Antonio Galdo
Gli Struzzi Einaudi
€ 16
Galdo mette in pratica nel libro il “nuovo comandamento” dei temi moderni, affrontando storie e personaggi di una Italia ancora capace di risparmiare. Per esempio, l’agronomo che ha creato Last minute market: per non sprecare cibo si raccolgono confezioni vicine alla scadenza per destinarle ad orfanotrofi e ospedali. Oppure la fondazione Civicum, che ha scandagliato i bilanci delle principali città italiane alla ricerca di spese extra o il monaco camaldolese che riduce al minimo l'uso delle
parole. E poi la storia di una vita che stava per essere sprecata per colpa di una pastiglia di ecstasy. Insomma, molte le storie interessanti raccontate nel'opera, per la quale l'autore ha incontrato "padri e figli, mamme del cuore e della pancia, monaci e scienziati, uomini di fede e non credenti, mercanti e servitori dello stato, geni dell'arte e visionari del volontariato a mille dimensioni, capi di piccole comunità ed eredi di grandi imperi economici", cercando di "scoprire, dentro ciascuno di loro, il seme di una resistenza a ciò che sembra ineluttabile". Perchè davanti allo spreco ci arrendiamo, alziamo le mani senza reagire e i motivi sono diversi: la forza dell'abitudine, la profonda indifferenza per chi non ha, la distrazione legata all'abbondanza e alla possibilità di avere, la miopia di non riuscire a guardare più in là del nostro naso. "Viviamo con l'orologio sincronizzato nel tempo della società 'usa e getta' e siamo ossessionati da uno stile, ormai diventato naturale, che si traduce nella cancellazione della parola sobrietà".Il nostro problema è che sprechiamo sia le cose tangibili, che troviamo facilmente alla prossima spesa la supermercato, sia le cose intangibili, che sono senza prezzo e non sono in vendita al mercato, eppure sono parte di noi: la vita e la morte, la salute, la bellezza, il tempo, le parole, il talento.
Sforziamoci, dopo aver letto questo libro, ad ingaggiare una seria lotta contro lo spreco, ciascuno nel suo piccolo, dato che per ora è affidata allo sforzo di qualche minoranza: facciamo tesoro di quello che abbiamo, consci di non sapere se domani potremmo averlo nuovamente e facilmente. E per chi vuol saperne di più può visitare il blog di Antonio Galdo e il sito Non sprecate.
mercoledì 4 novembre 2009
VALORI IN DISCUSSIONE
l'esposizione obbligatoria di un simbolo di una data confessione in luoghi che sono utilizzati dalle autorità pubbliche, e specialmente in classe, limita il diritto dei genitori di educare i loro figli in conformità con le proprie convinzioni e il diritto dei bambini di credere o non credere.
La sentenza è stata pronunciata in seguito al ricorso di una famiglia di Abano Terme, presentato nel 2006, contro la presenza della croce nella scuola dei due figli. Il verdetto per ora non ha effetti pratici e l'Italia presenterà ricorso alla Corte perchè il giudizio di primo grado venga annullato. Solo "in caso di rigetto dell'opposizione, la sentenza di condanna diventerebbe definitiva e vincolante per l'Italia", con il rischio che da quel momento altri cittadini potrebbero facilmente contestare la presenza del crocifisso in aula e chiedere un risarcimento a Strasburgo.
Direi che siamo al limite della normalità, forse sull'orlo del patologico: stiamo scivolando - e non lo dice un baciapile - verso una "deriva laicista" partita qualche anno fa e aiutata nel suo corso da un'Europa che arriva a sentenziare l'"ateismo di Stato". Siamo sul binario sbagliato, senza ombra di dubbi, e chi ha fatto ricorso mostra di non conoscere la cultura con cui siamo cresciuti. Perchè la croce si iscrive a pieno diritto tra i simboli - prima che della cultura religiosa cattolica - della cultura europea, quella cultura di cui siamo tutti imbevuti e sulla quale il Cristianesimo ha avuto un'importante influenza. La croce è una tradizione che non può essere presa a pretesto per lotte laicistiche, che rischiano solo di avvelenare il dialogo pubblico.
La sentenza, per di più, conferma quel clima di particolare tensione che si era venuto a creare allorchè, nella bozza di stesura della Costituzione europea, il riferimento alle radici cristiane - che, torno a ripetere pur non essendo professante, sono le nostre radici perchè hanno formato la nostra cultura - è stato omesso per le innumerevoli polemiche levatesi nel corso della discussione.
Rassicura, tuttavia, la reazione corale di tutti i partiti, salvo piccole eccezioni: un clima di "unità nazionale" per la difesa del crocifisso in quanto simbolo di una tradizione, il riconoscimento di un elemento di coesione nazionale che non deve essere rimosso, una "sensibilità radicata al di là delle appartenenze politiche e perfino religiose".
Proprio da questo episodio, dobbiamo prendere esempio: è giunto il tempo di non restare più seduti ad osservare il succedersi degli eventi, dobbiamo alzarci e difendere i valori fondanti della nostra società perchè non vengano calpestati e dimenticati. Perchè la laicità continui ad essere un valore - la laicità "non è assenza di simboli religiosi, ma capacità di accoglierli e sostenerli", sostiene Vincenzo Paglia - e non sia sostituita dal disvalore del laicismo.
martedì 3 novembre 2009
DAL COMUNE DI ALESSANDRIA
CONSIGLIO COMUNALE DI ALESSANDRIA
IL PRESIDENTE DELLA
COMMISSIONE CONSILIARE POLITICHE AMBIENTALI
Comunicato - Stampa
DOMANI LA COMMISSIONE PER FARE CHIAREZZA SUL POSSIBILE NUOVO INQUINANTE TRA TANARO E BORMIDA:
“LE CONCENTRAZIONI DI PERFLUORATI INTERESSANO ANCHE LA SOLVAY SOLEXIS?”
“Ci sono composti chimici perfluorati nel Tanaro e nella Bormida?”: a chiederlo è la Commissione Politiche Ambientali, presieduta da Mario Bocchio, che proprio domani, lunedì 2 novembre p.v., alle ore 11, ha previsto l’audizione dei vertici provinciali di ARPA e ASL-AL.
Recentemente Sara Valsecchi e Stefano Polesello, dell’Irsa Cnr, hanno “lanciato l’allarme” sulla rivista “Laboratorio 2000”: “c’è un nuovo rischio per ambiente e salute, si tratta di perfluorati alla confluenza tra Tanaro e Bormida. Sono sostanze accumulabili nel sangue”. “L’intenzione non è quella di creare allarmismo - spiega Bocchio - ma di approfondire gli effetti di un eventuale inquinamento di cui si conosce ancora poco. Studi approfonditi fatti sinora hanno evidenziato come il Po sia tra i fiumi europei che maggiormente contribuiscoo al flusso totale di Pfoa. Valori così alti in genere sono messi in relazione con la presenza di insediamenti industriali lungo il corso del fiume”. “Alla confluenza tra Bormida e Tanaro - aggiunge Bocchio - sono stati rilevati valori pari a 1270 microgrammi/per litro mentre in tutti gli altri fiumi hanno raggiunto il massimo i 20 microgrammi/l. Una tale concentrazione potrebbe essere messa in correlazione con chi tratta queste sostanze per una elevata produzione, e l’unica azienda in zona a farlo è la Solvay Solexis, che usa perfluorati. Così sono state eseguite analisi sugli scarichi della stessa Solvay Solexis, che hanno confermato le concentrazioni riscontrate nel Tanaro, nella Bormida e nel Po”. “Tra i prodotti di punta della Sovay Solexis a Spinetta Marengo ci sono il Ptfe - sottolinea Bocchio - e nella produzione del Poli Tetra Fluoro Etilene (Algoflon o Teflon) si utilizza come tensioattivo il Pfoa (acido perfluorottanoico). Ebbene, negli Stati Uniti l’EPA (Enviromental Protection Agency) ha ufficialmente chiesto ai colossi 3M, DuPunt e altri di sospendere progressivamente la produzione e l’utilizzo del Pfoa entro il 2015. Secondo quanto accertato dalle autorità ambientali americane, questo prodotto (utilizzato per la produzione del teflon e utilizzato in molti prodotti tra i quali le pentole antiaderenti) lascia tracce nel sangue umano. Le ricerche della 3M, uno dei principali produttori, avevano evidenziato che l’esposizione continuata a questa sostanza chimica può provocare danni al sistema riproduttivo e al fegato dei topi utilizzati come cavie. L'EPA ha trovato questi residui anche in molte persone, in particolare nei cordoni ombelicali e nel sangue delle donne incinte, e non solamente nelle cavie di laboratorio. I rischi per la salute umana nascono dall’accumulabilità e persistenza a seguito di una esposizione”.
COMMENTI SUL CROMO ESAVALENTE
- Anonimo ha detto...
- ora dopo il servizio di pelazza consiglio a tutti di andare a vedere i veri motivi del licenziamento del "signor Pietro"e di andare a vedere come mai tale persoaggio è stato licenziato pure dal mediaworld.
Invito cmq a chi leggese questo blog di vedere le cose da un'altro punto di vista.In quel servizio sono stati omessi tanti ma tanti particolari delle attività di controllo e prevenzione.
poca gente sa che il signor Sindaco riceve assieme ad Arpa e Protezione Civile i dati delle analisi ambientali.
potrei dilungarmi ancora su tante altre cose su un servizio montato a regola d'arte per far disinformazione e accrescere il panico nella popolazione.
Il cromo è un problema ma anche la televisione fatta a certi livelli.
Quello che dico è tutto confermabile,un servizio di 15 min puo far dire alla gente intervistata quello che si vuole...mettere la paura e traviare la realtà...se questo è giornalismo vi consiglio di spegnere la tele e leggere un bel libro
domenica 1 novembre 2009
CHE MAZZATA!
mostrati chiaramente ieri sera, contro il Napoli: i bianconeri, dopo aver raggiunto il doppio vantaggio, si fanno riprendere e superare da un Napoli che ha dato anema e core, come d'altronde era successo anche mercoledì col Milan. La cura Mazzarri dà i suoi effetti e ieri sera, a farne gravi spese, è stata la Juve. Nel corso di una prestazione non troppo brillante, i bianconeri si sono appagati troppo presto e questo ha favorito l'ascesa della formazione napoletana: al Napoli dell'ultimo periodo, è meglio non dare troppo spazio, anche se sembra sull'orlo della sconfitta.La Juve parte praticamente con la stessa formazione di mercoledì: le uniche eccezioni sono Trezeguet, che sostituisce il febbricitante Amauri (che comunque siede in panchina) e Poulsen, che prende il posto di Sissoko, infortunato. Mazzarri lascia fuori Quagliarella a vantaggio di Denis, che aveva siglato il pareggio in extremis al Milan mercoledì sera.
Pronti e via, Giovinco, imbeccato da Camoranesi, si trova a tu per tu con De Sanctis: incrocia la conclusione, ma va a lato. Il N
apoli risponde con una conclusione da fuori di Aronica, che Buffon allunga con la manona in angolo. Poi è la volta di Denis, che per due volte salta di testa da solo e non trova la porta. Intorno alla mezz'ora, scontro in area tra Camoranesi e Contini: la gomitata del difensore provoca un taglio sulla fronte all'italo-argentino, che è costretto ad uscire e viene rimpiazzato da Tiago, che tuttavia ha altre caratteristiche.Allo scadere del primo tempo, Grygera pennella un cross di sinistro di ottima fattura e Trezeguet, bruciando Campagnaro, buca De Sanctis sul primo palo.
Il secondo tempo ha sicuramente ritmi più alti del primo; già al 9' la Juve è nuovamente in vantaggio: cross di Grosso dalla sinistra, Contini, da solo in area, appoggia la palla di testa sui piedi di Giovinco, che
freddamente fulmina De Sanctis sul primo palo. Mazzarri corre ai ripari e butta dentro Datolo per Campagnaro, che impiega un minuto per seminare il panico: supera Grygera, mette al centro una palla invitante sulla quale Grosso è in ritardo, lasciando così Hamsik libero di colpire a botta sicura sul secondo palo. Siamo sul 2 a 1. E ora il Napoli fa sul serio, al punto che subito dopo Denis non sfrutta l'invito sotto porta di Datolo, ma poi si fa perdonare: salta da solo in area, Buffon compie un miracolo respingendo, ma non può nulla sulla conclusione di Datolo a pochi passi. 2 a 2 e tutto da rifare.Esce Poulsen ed entra Amauri per cercare di raddrizzare il match, ma questo apre al Napoli praterie in contropiede, soprattutto dalla parte di Grygera. Infatti Datolo scappa via sulla sinistra e crossa per l'ennesima volta, Tiago imita Contini nel primo tempo e rinvia sui piedi di Hamsik, che non sbaglia e appoggia il piattone all'incrocio, portando in vantaggio il Napoli. Nota negativa per la Juve: espulsione di Amauri negli ultimi minuti per un presunto contatto con De Sanctis, con il replay che tuttavia assolve il brasiliano.