sabato 4 dicembre 2010

METASTASI, LA 'NDRANGHETA AL NORD


Presso il Circolo della Stampa di Milano, in una sala Bracco piena in ogni ordine di posto, il pubblico intervenuto ha salutato con entusiasmo l'ultima fatica letteraria di Gianluigi Nuzzi e Claudio Antonelli dal titolo Metastasi. Sangue, soldi e politica tra Nord e Sud. La nuova 'ndrangheta nella confessione di un pentito (giunto alla terza edizione in appena quarantott'ore). Un titolo terribile per raccontare una storia incredibile e capace di far rabbrividire.
Ad arricchire la presentazione, oltre ai due autori, sono intervenuti Livia Pomodoro, presidente del Tribunale di Milano, Gad Lerner, giornalista, Maurizio Belpietro, direttore di Libero, e Giancarlo Capaldo, procuratore aggiunto presso la DDA di Roma. Proprio a Capaldo, visti i nuovi e preziosi risvolti emersi dalle confessioni del pentito, è stata consegnata la prima copia del libro al fine di valutare la presenza di elementi meritevoli di indagine.


Per Livia Pomodoro, la presentazione del libro è "un'occasione preziosa" per accendere i riflettori su ciò che conosciamo ma che spesso rimane in ombra: la 'ndrangheta, nonostante la chiusura di alcuni cicli grazie ad arresti negli anni passati, continua a proliferare al punto che "a Milano si continuano a celebrare processi per 'ndrangheta", dal momento che l'attività di tale organizzazione criminale sul territorio lombardo è "di grandissima forza e di grandissimo interesse". Per porre un argine a questo fenomeno, d'intesa con ministero dell'Interno e associazioni industriali e sindacali, a partire dal prossimo anno sarà messo in opera un "cantiere" in cui tutti concorreranno con i propri mezzi alla lotta contro la criminalità organizzata.




Gad Lerner, nella sua veste di moderatore, tratteggia i punti salienti del libro, rendendo un grande merito a Nuzzi e ad Antonelli e ricorda, con una certa soddisfazione, che "per una volta sono i giornalisti che portano notizie ai magistrati e non il contrario", sebbene tali dichiarazioni dovranno essere vagliate dall'autorità giudiziaria. Un altro giudizio che si sente di esprimere è che Metastasi non può essere classificato come un libro "ad orologeria": non si può invocare il complotto, non vi è collegamento con il momento politico poiché l'inchiesta è durata quasi un anno a partire dal momento in cui Nuzzi e Antonelli si sono guadagnati la fiducia di Di Bella, che ha deciso di raccontare tutto. E lo ha fatto per tenere fede ad una promessa resa alla moglie, consumata nel giro di pochi mesi da un tumore, e per dare all'unico figlio, di 11 anni, un futuro diverso.
Il direttore Maurizio Belpietro esordisce nel suo intervento affermando che "non è che non si sapesse che la 'ndrangheta fosse anche al nord", ma "ce n'eravamo solo un po' dimenticati". E' stato grazie a Saviano che tale argomento è tornato a galla, quando nel monologo di Vieni via con me in onda su Raitre ha ricordato che "la n'drangheta al nord interloquisce con la Lega". Non è tuttavia solo la Lega ad essere avvicinata dalla criminalità organizzata, perché anche il disciolto Pli e recentemente il Pd sono stati toccati da tali problemi, senza contare che - e questa è la cosa che più ha meravigliato Belpietro - pure le associazioni sindacali senza distinzione sono finite in questo vortice. Non vi è dubbio, conclude Belpietro, che "alcuni passaggi appaiono inverosimili e sono da verificare", come il presunto incontro su uno yacht tra Andreotti, il senatore a vita Leone e Brusca.
Il procuratore Giancarlo Capaldo, che conduce alcune importanti inchieste come quella sulla cosiddetta P3, è stato il primo a ricevere copia del libro, sulla base del quale è stata aperta un'indagine al fine di valutare la veridicità del contenuto delle dichiarazioni di Di Bella. Ovviamente "non posso fornire informazioni sui risultati finora raggiunti", ha precisato. Ma l'elemento più importante è certamente quello che riguarda l'accertamento della bontà di quelle dichiarazioni; "ogni volta che un pentito parla è importante capire perché lo fa, da cos'è mosso, quali sono i suoi scopi". Ripercorrendo le vicende 'ndranghetiste, Capaldo pone al centro del giro di vite che vi è stato recentemente la strage di Duisburg: "questa ha dato concretezza internazionale al fenomeno della 'ndrangheta". La 'ndrangheta degli anni '70 e '80, quella santa, è una "mafia liquida", "capace di infiltrarsi nei gangli del potere, senza essere riconosciuta come qualcosa da allontare": è un'istituzione che mira a stringere accordi col potere, volendosi quasi sostituire ad esso. L'ultimo punto toccato dal procuratore è l'attendibilità: "il pentito parla in prima persona, di fatti che ha compiuto e che, se accertati, comporteranno per lui sanzioni sul piano penale". In verità, come anche ricordato dagli autori nel libro, l'attendibilità di Di Bella è stata già certificata nel passato da più sentenze di tribunali, che in virtù di ciò hanno deciso il massimo sconto di pena per il pentito.
Claudio Antonelli, un passato da carabiniere e attualmente responsabile della redazione economica di Libero, interrogato da Lerner riguardo il lato umano di questa inchiesta, rivela che "inizialmente ho provato una forte emozione, durata per almeno due mesi" legata a trattare un tema così delicato. Emozione che successivamente, in seguito a incontri reiterati con Di Bella (anche due, tre alla settimana) è diventata "fascino pericoloso del falso". Tale fascino è capace di "aggredire le nostre debolezze più grandi e lusingarle". Questa è la 'ndrangheta, questa è la sua potenza, la capacità di far leva sulle debolezze: dove non riesce ad arrivare, utilizza la forza, sebbene in misura sempre minore.
A chiudere e a tirare le fila di questa interessante discussione, è Gianluigi Nuzzi: le oltre 250000 copie di Vaticano SpA hanno affinato il suo "metodo di lavoro, basato sul dubbio", sulla capacità di instillare curiosità e ricercare verità. Dopo un argomento come il Vaticano, che da secoli mira a far conoscere di sé il meno possibile, la 'ndrangheta aveva le caratteristiche per poter utilizzare quel metodo di lavoro e cercare di conoscere di più, trattandosi di "una delle mafie meno conosciute ma allo stesso tempo più potenti al mondo, un fenomeno europeo che è in grado di condizionare con i suoi 44 miliardi di fatturato il libero scambio tra i Paesi". Nuzzi precisa come la figura di Di Bella sia stata già ritenuta credibile in passato, ricorda che le sue dichiarazioni collimano con quelle di un altro pentito, Filippo Barreca (il Buscetta della 'ndrangheta), riguardo i rapporti tra Versace e la 'ndrangheta e che quindi il libro rappresenta un utile mezzo per informare e al contempo conoscere.
Metastasi è un lampo di luce su un argomento rimasto finora troppo al coperto, un libro animato dal desiderio di verità, che segnala l'imponente e pericolosa ascesa della 'ndrangheta al nord, un problema che non si può non affrontare.


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