Ho associato, fin da quando ero bambino, il nome "Ambrosoli" a quello delle caramelle, quelle al miele, con la carta gialla. Crescendo, poi, mi sono accorto che quel nome così importante era lo stesso di un'altra persona, molto più importante, per ciò che ha fatto e per come lo ha fatto.
L'avvocato Giorgio Ambrosoli, nato il 17 ottobre 1933 a Milano e assassinato sotto casa sua con quattro colpi di pistola l'11 luglio 1979, conquista la mia ammirazione non appena comincio

Giorgio Ambrosoli è un avvocato milanese che fin da ragazzo decide di non seguire le orme paterne e quindi di non lavorare in banca. Studia Giurisprudenza per poter poi esercitare la professione di avvocato. Tuttavia, per ironia della sorte, a partire dal 1965, inizia ad occuparsi di banche, in particolare della liquidazione coatta amministrativa della SFI, la Società Finanziaria Italiana, nata come finanziaria degli industriali del tessile delle province di Biella e Vercelli e

Sono uno specialista in crac bancari. Nel 1965 mi sono dovuto occupare del dissesto della Sfi; dieci anni dopo ho cominciato a mettere il naso nell'impero Sindona. Sarà un caso, ma ho sempre visto spuntare fuori nomi democristiani.
Ciò che più colpisce, leggendo le pagine scritte da Corrado Stajano (Un eroe borghese. Il caso dell'avvocato Giorgio Ambrosoli assassinato dalla mafia politica, Einaudi, € 10,50) e da Umberto Ambrosoli (Qualunque cosa succeda. Giorgio Ambrosoli oggi nelle parole del figlio, Sironi Editore, € 18), è l'assoluta integrità dell'avvocato Ambrosoli, l'alto senso dello Stato che è la bussola di ogni sua azione, la sua profonda onestà, il suo

Concludo questo post inserendo la lettera che Giorgio Ambrosoli scrive alla moglie Annalori il 25 febbraio 1975, lettera ritrovata per caso dalla moglie e che Giorgio non le ha mai consegnato. E' una lettera carica di tanti sentimenti e capace di smuovere forti emozioni, uno scritto dal quale è possibile ricavare anche la statura morale dell'uomo Ambrosoli, assaporare con mano il profondo senso della famiglia e dello Stato, "si chiami Italia o si chiami Europa" (un convinto europeista antesignano, verrebbe da dire), il profondo spessore di uomo delle istituzioni che sente di dover portare a termine un dovere per il bene della nazione, l'enorme amore per Annalori, sempre vicina a lui anche nei momenti dei difficili, e per i tre figli, Francesca, Filippo e Umberto.
Anna carissima, è il 25.2.1975 e sono pronto per il deposito dello stato passivo della B.P.I., atto che ovviamente non soddisferà molti e che è costato una bella fatica. Non ho timori per me perché non vedo possibili altro che pressioni per farmi sostituire, ma è certo che faccende alla Verzotto e il fatto stesso di dover trattare con gente dì ogni colore e risma non tranquillizza affatto. E' indubbio che, in ogni caso, pagherò a molto caro prezzo l'incarico: lo sapevo prima di accettarlo e quindi non mi lamento affatto perché per me è stata un'occasione unica di fare qualcosa per il paese. Ricordi i giorni dell'Uni, le speranze mai realizzate di far politica per il paese e non per i partiti: ebbene, a quarant'anni, di colpo, ho fatto politica e in nome dello Stato e non per un partito. Con l'incarico, ho avuto in mano un potere enorme e discrezionale al massimo ed ho sempreoperato - ne ho la piena coscienza - solo nell'interesse del paese, creandomi ovviamente solo nemici perché tutti quelli che hanno per mio merito avuto quanto loro spettava non sono certo riconoscenti perché credono di aver avuto solo quello che a loro spettava: ed hanno ragione, anche se, non fossi stato io, avrebbero recuperato i loro averi parecchi mesi dopo. I nemici comunque non aiutano, e cercheranno in ogni modo di farmi scivolare su qualche fesseria, e purtroppo, quando devi firmare centinaia di lettere al giorno, puoi anche firmare fesserie. Qualunque cosa succeda, comunque, tu sai che cosa devi fare e sono certo saprai fare benissimo. Dovrai tu allevare i ragazzi e crescerli nel rispetto di quei valori nei quali noi abbiamo creduto [... ] Abbiano coscienza dei loro doveri verso se stessi, verso la famiglia nel senso trascendente che io ho, verso il paese, si chiami Italia o si chiami Europa. Riuscirai benissimo, ne sono certo, perché sei molto brava e perché i ragazzi sono uno meglio dell'altro.. Sarà per te una vita dura, ma sei una ragazza talmente brava che te la caverai sempre e farai come sempre il tuo dovere costi quello che costi (...) Giorgio
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