Visto il gran numero di commenti riguardo gli ultimi post sul caso del "cromo esavalente", ve li riporto qui sotto in ordine di apparizione.
Anonimo ha detto...
ora dopo il servizio di pelazza consiglio a tutti di andare a vedere i veri motivi del licenziamento del "signor Pietro"e di andare a vedere come mai tale persoaggio è stato licenziato pure dal mediaworld. Invito cmq a chi leggese questo blog di vedere le cose da un'altro punto di vista.In quel servizio sono stati omessi tanti ma tanti particolari delle attività di controllo e prevenzione. poca gente sa che il signor Sindaco riceve assieme ad Arpa e Protezione Civile i dati delle analisi ambientali. potrei dilungarmi ancora su tante altre cose su un servizio montato a regola d'arte per far disinformazione e accrescere il panico nella popolazione. Il cromo è un problema ma anche la televisione fatta a certi livelli. Quello che dico è tutto confermabile,un servizio di 15 min puo far dire alla gente intervistata quello che si vuole...mettere la paura e traviare la realtà...se questo è giornalismo vi consiglio di spegnere la tele e leggere un bel libro
"Contro la Samp c'è stata un'esplosione nucleare", sentenziava Buffon non più tardi di qualche giorno. E i postumi dell'esplosione si sono mostrati chiaramente ieri sera, contro il Napoli: i bianconeri, dopo aver raggiunto il doppio vantaggio, si fanno riprendere e superare da un Napoli che ha dato anema e core, come d'altronde era successo anche mercoledì col Milan. La cura Mazzarri dà i suoi effetti e ieri sera, a farne gravi spese, è stata la Juve. Nel corso di una prestazione non troppo brillante, i bianconeri si sono appagati troppo presto e questo ha favorito l'ascesa della formazione napoletana: al Napoli dell'ultimo periodo, è meglio non dare troppo spazio, anche se sembra sull'orlo della sconfitta.
La Juve parte praticamente con la stessa formazione di mercoledì: le uniche eccezioni sono Trezeguet, che sostituisce il febbricitante Amauri (che comunque siede in panchina) e Poulsen, che prende il posto di Sissoko, infortunato. Mazzarri lascia fuori Quagliarella a vantaggio di Denis, che aveva siglato il pareggio in extremis al Milan mercoledì sera.
Pronti e via, Giovinco, imbeccato da Camoranesi, si trova a tu per tu con De Sanctis: incrocia la conclusione, ma va a lato. Il Napoli risponde con una conclusione da fuori di Aronica, che Buffon allunga con la manona in angolo. Poi è la volta di Denis, che per due volte salta di testa da solo e non trova la porta. Intorno alla mezz'ora, scontro in area tra Camoranesi e Contini: la gomitata del difensore provoca un taglio sulla fronte all'italo-argentino, che è costretto ad uscire e viene rimpiazzato da Tiago, che tuttavia ha altre caratteristiche. Allo scadere del primo tempo, Grygera pennella un cross di sinistro di ottima fattura e Trezeguet, bruciando Campagnaro, buca De Sanctis sul primo palo.
Il secondo tempo ha sicuramente ritmi più alti del primo; già al 9' la Juve è nuovamente in vantaggio: cross di Grosso dalla sinistra, Contini, da solo in area, appoggia la palla di testa sui piedi di Giovinco, che freddamente fulmina De Sanctis sul primo palo. Mazzarri corre ai ripari e butta dentro Datolo per Campagnaro, che impiega un minuto per seminare il panico: supera Grygera, mette al centro una palla invitante sulla quale Grosso è in ritardo, lasciando così Hamsik libero di colpire a botta sicura sul secondo palo. Siamo sul 2 a 1. E ora il Napoli fa sul serio, al punto che subito dopo Denis non sfrutta l'invito sotto porta di Datolo, ma poi si fa perdonare: salta da solo in area, Buffon compie un miracolo respingendo, ma non può nulla sulla conclusione di Datolo a pochi passi. 2 a 2 e tutto da rifare.
Esce Poulsen ed entra Amauri per cercare di raddrizzare il match, ma questo apre al Napoli praterie in contropiede, soprattutto dalla parte di Grygera. Infatti Datolo scappa via sulla sinistra e crossa per l'ennesima volta, Tiago imita Contini nel primo tempo e rinvia sui piedi di Hamsik, che non sbaglia e appoggia il piattone all'incrocio, portando in vantaggio il Napoli. Nota negativa per la Juve: espulsione di Amauri negli ultimi minuti per un presunto contatto con De Sanctis, con il replay che tuttavia assolve il brasiliano.
ora dopo il servizio di pelazza consiglio a tutti di andare a vedere i veri motivi del licenziamento del "signor Pietro"e di andare a vedere come mai tale persoaggio è stato licenziato pure dal mediaworld.
Invito cmq a chi leggese questo blog di vedere le cose da un'altro punto di vista.In quel servizio sono stati omessi tanti ma tanti particolari delle attività di controllo e prevenzione.
poca gente sa che il signor Sindaco riceve assieme ad Arpa e Protezione Civile i dati delle analisi ambientali.
potrei dilungarmi ancora su tante altre cose su un servizio montato a regola d'arte per far disinformazione e accrescere il panico nella popolazione.
Il cromo è un problema ma anche la televisione fatta a certi livelli.
Quello che dico è tutto confermabile,un servizio di 15 min puo far dire alla gente intervistata quello che si vuole...mettere la paura e traviare la realtà...se questo è giornalismo vi consiglio di spegnere la tele e leggere un bel libro
Non so chi di voi abbia avuto il piacere martedì sera di seguire la puntata delle Iene: soprattutto se residenti nell'Alessandrino, in molti saranno rimasti atterriti dal servizio riguardante la Solvay-Solexis di Spinetta Marengo. Si tratta di una multinazionale belga, avente 11 stabilimenti in Italia, che è attiva nei settori chimico, farmaceutico e delle materie plastiche.
Il servizio dell'inviato delle Iene Luigi Pelazza si è concentrato nella prima parte sul cromoesavalente, un minerale con caratteristiche tossiche e cancerogene, in grado di provocare sterilità e mutazioni genetiche. Il problema risale agli anni '60 quando a Spinetta c'era ancora la Montedison che produceva, tra le altre sostanze chimiche, anche il bicromato di potassio, contenente per l'appunto il cromo esavalente, che all'epoca poteva essere smaltito, senza alcun problema, semplicemente dissotterandolo nel terreno della fabbrica. Lo scandalo risiede nel fatto che fino al maggio 2008, per un tacito accordo tra Montedison e abitanti di Spinetta, questi ultimi utilizzavano gratuitamente l'acqua accettando la presenza dello stabilimento inquinante a pochi passi dalle case. A partire dal 28 maggio 2008, il sindaco di Alessandria Fabbiovieta ai cittadini di Spinetta di utilizzare l'acqua proveniente dalla falda vicina per uso potabile e irriguo, data l'alta concentrazione di cromo VI riscontrata dalle rilevazione dell'ASL.
Nel 2002 la Solvay acquista il polo chimico, nonostante sia a conoscenza della presenza di cromo VI, e si impegna a disporre un piano di bonifica con le istituzioni per evitare l'inquinamento delle falde acquifere. Ma il cromo finisce nelle falde e i danni inevitabilmente ci sono: per esempio, nell'inverno del 2005, in uno dei magazzini dello stabilimento, in seguito allo scioglimento della neve, comincia a trasudare dai muri e dal pavimento un liquido giallognolo riconosciuto come cromo esavalente. Quando uno dei lavoratori si rivolge al superiore, non ricevendo chiarimenti in merito, avverte il servizio Spresal dell'Arpa, che, dopo le analisi, vieta l'ingresso senza dispositivi di sicurezza (mascherine, occhiali). E immediatamente lo stesso lavoratore che aveva fatto la denuncia viene licenziato. Dopo la denuncia del lavoratore, anche sui giornali compaiono servizi al riguardo (si veda l'articolo della Stampa del 27 maggio 2008 a firma di Massimo Putzu). La magistratura di Alessandria inizia degli accertamenti e invia quattro avvisi di garanzia a quattro dirigenti della Solvay per inquinamento ambientale.
Una prova da vera squadra, una prova da vera Juve come non si vedeva da un bel pezzo, una prova di sostanza e bel gioco contro una Sampdoria che finora ha fatto grandi cose, guadagnandosi le alte posizioni della classifica, ma che stasera è stata poco pungente, travolta da una prestazione di notevole spessore da parte della Juve.
Il vantaggio della Juve arriva da un corner calciato perfettamente da Diego: al 26' Amauri sale più in alto di tutti, colpisce Sissoko, la palla resta lì e per il brasiliano è facile infilare la palla in rete. Due miracoli di Castellazzi su Chiellini in corner e su deviazione di Lucchini che cerca di anticipare Amauri su punizione salvano la Samp. Ma la squadra blucerchiata deve arrendersi: il secondo gol della Juve Chiellini se lo costruisce da solo, anticipando nella sua metà campo una palla a metà strada fra Bellucci e Cassano, ripartendo per poi aprire su Amauri che restituisce a centro area palla al difensore, che con l'aiuto della deviazione di Gastaldello insacca facilmente in rete.
La ripresa si gioca a ritmi persino più alti del primo tempo. Già al 5' Diego apre per Giovinco, che inventa un bel cross basso arretrato a trovare Camoranesi, che infila di piatto una palla in leggero controbalzo. Al 17' è lo stesso Camoranesi che confeziona un bel cross da destra, sul quale Amauri pone il sigillo per il 4-0. Una piccola disattenzione di Grosso che ritarda il disimpegno sulla fascia sinistra fornisce alla Samp l'occasione di pareggiare con il solito Pazzini, che, imbeccato da un cross perfetto, trafigge senza appello Buffon. Amauri lascia poi il posto a Trezeguet, il quale mette in mostra le sue doti da cecchino e, su cross di Grosso, stacca di testa, insaccando alle spalle di Castellazzi.
Passato il weekend, siamo pronti a guardare al panorama politico mutato. Le primarie del Partito democratico, che hanno portato al voto 3 milioni di persone, hanno incoronato come nuovo segretario Pier Luigi Bersani: scelta prevedibile alla vigilia, che ha confermato il voto degli iscritti. Gli altri due candidati, Franceschini e Marino, si sono piazzati rispettivamente secondo e terzo, con Marino che ha visto raddoppiato il voto di due settimane fa. L'elezione di Bersani, tuttavia, porta con sè varie conseguenze sul piano politico: la prima e più importante riguarda la connotazione del partito che è ormai improntata a seguire il modello dei partiti socialisti europei, pur dovendo fare i conti al suo interno con la componente dei cattolicidemocratici, capeggiati dalla vicepresidente della Camera Rosy Bindi. A tal proposito, un'altra conseguenza dell'elezione di Bersani è la fuoriuscita dal partito di Francesco Rutelli, il quale, oggi a Milano, presentando il suo libro La svolta, lettera a un partito mai nato, ha affermato che "l'offerta politica abbia bisogno di persone di buona volontà consapevoli che c'è un rischio dinanzi a noi: quello che l'Italia si possa dividere." Non si sa ancora quanti saranno i transfughi verso l'Udc, tuttavia Rutelli ha avvertito ieri che il passaggio non avverrà nè "subito" nè "da solo". Allo stesso tempo, all'interno del Pd, è Massimo D'Alema il vero vincitore, colui che ha dettato la linea politica che è la medesima seguita da Bersani. E nel solco di questa linea si inserisce la fotostoria del Pd pubblicata dalla Stampa, la quale parte dal Pci per arrivare al Pds, ai Ds e infine al Pd: ironicamente si può dire che cambiano le lettere, ma la matrice di sinistra rimane. Una sconfitta abbastanza netta è stata quella di Franceschini, soprattutto se si guardano le liste che lo sostenevano: basandosi ancora su dati provvisori, la lista Serracchiani-Sassoli rischia di rimanere al palo; il big Cofferati è stato battuto in Liguria dal bersaniano Lorenzo Basso; fuori dall'assemblea nazionale anche Federica Mogherini, potrebbero restare fuori Touadi (indicato da Franceschini vice in caso di una sua vittoria), Vassallo (il padre dello Statuto). Queste sconfitte, a mio avviso, appaiono tanto più brucianti se si considerano le vittorie di due big come Loiero e Bassolino, che rappresentano il vecchio e la peggiore classe dirigente che il Sud ha avuto negli ultimi anni.
Auguri a Bersani, con la speranza che riprenda il controllo del Pd tagliando i ponti con il partito di Di Pietro e portando innanzi una seria opposizione al governo Berlusconi, improntata al confronto leale.
Con lo stupendo sfondo del Lago Maggiore, tra venerdì e sabato è andato in scena a Stresa (VB) una due giorni di incontri, organizzati da Iniziativa Subalpina, presieduta dall'onorevoleVietti, nel corso della quale vari personaggi si sono confrontati sul tema Identità e differenze. L'iniziativa, giunta ormai al sesto appuntamento, raduna sul Lago Maggiore ogni anno i principali attori del panorama politico ed economico-finanziario, coinvolgendoli in tavole rotonde ricche di spunti sempre molto interessanti.
Quest'anno, tra gli altri ospiti, c'erano anche il presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini, il quale è stato intervistato dal direttore della Stampa Mario Calabresi. Dopo la calorosa accoglienza della sala al suo arrivo, il presidente ha conversato toccando i principali argomenti dell'attualità politica.
Grande spazio è stato dedicato al tema dell'immigrazione. E' innegabile che il numero degli immigrati è in continuo aumento, afferma Fini, e perciò è del tutto naturale obbligarli a rispettare i loro doveri ma al contempo assicurare loro i nostri medesimi diritti. "E' interesse di tutti" rivolgerci agli stranieri, che sono quasi quattro milioni, essi non possono essere considerati una "comunità di passaggio".
Fini ricorda emblematicamente la frase pronunciata da Sarkozy riguardo a chi appartiene la Francia ("ai Francesi...e a chi la ama") al fine di sottolineare che il concetto di "patria" - cioè la terra dei nostri padri - deve essere adeguato: l'immigrato può sentirla e amarla come un qualsiasi cittadino se si raggiunge l'integrazione. A patto che sia una "integrazione reale", basata su un "rapporto di lealtà" verso le istituzioni.
Le cronache degli ultimi due giorni ci hanno consegnato notizie dal contenuto particolarmente grave: due inchieste giudiziarie, l'una a Milano e l'altra a Napoli, per indagare su giri di soldi poco chiari e appalti e raccomandazioni almeno apparentemente sospetti. Val la pena precisare che a qualsiasi giudizio al riguardo si deve anteporre la considerazione di innocenza. Tuttavia l'immagine della politica che esce dalle prime notizie è particolarmente tetra: nuovamente siamo dinanzi a connivenze tra politica e amministrazione pubblica, ancora una volta il potere politico - di questo si tratta - diventa autorità per azioni non legali o per assunzioni clientelari. Al contempo, però, non possiamo dimenticare illustri precedenti in cui la magistratura ha usato il suo potere per picconare la politica; Da ultimo, proprio Mastella è stato inquisito a Catanzaro per l'inchiesta Why not, risoltasi in un bicchiere d'acqua. Mi viene da sorridere sentendo che da qualche parte si grida, per l'ennesima volta, a una nuova Tangentopoli. Mi chiedo: è mai possibile che qualsiasi tipo di indagine, di cui recentemente abbiamo avuto notizia, debba essere assimilata alla Tangentopoli degli anni '90 per il solo fatto che sia la politica la principale protagonista? Stiamo sperando che ritorni nuovamente il clima di quegli anni? Oppure siamo preoccupati dal ripresentarsi di fatti simili, che pensavamo semplicisticamente di esserci messi alle spalle?
Ho letto con molto interesse l'intervista del senatore Enrico Morando rilasciata oggi al Corriere della Sera. Al di là della stima personale, ho apprezzato il coraggio che ha avuto, in qualità di commissario straordinario del Pd a Napoli, ad affrontare un caso spinoso come quello campano: a Castellammare di Stabia un consigliere comunale del Pd è stato ucciso da un camorrista, regolarmente tesserato con il Partito democratico; oppure - per fare un altro esempio - la moglie del boss Pasquale D'Alessandro, tale Carolina Mosca, risulta regolarmente iscritta al Pd.
E' evidente che in alcune zone d'Italia c'è un problema di legalità che si riflette sulla politica e porta a fatti come quelli suindicati. Ed è anche giusto ricordare che pratiche simili sono purtroppo appannaggio sia del centrodestra sia del centrosinistra, in particolar modo nel Meridione. Ciononostante, alla fine dell'intervista, si rimane con l'amaro in bocca. Il senatore Morando ammette di aver lavorato e di essere intervenuto "in caso di segnalazioni specifiche", come è successo a Torre Annunziata dove il tesseramento è stato annullato ed è stato nominato un commissario. Propone inoltre di rinnovare la tessera in tutta la provincia con "il meccanismo del silenzio-dissenso" oppure di portare "agli inquirenti gli elenchi degli iscritti rendendoli pubblici". Nulla da eccepire, tutte buone decisioni utili a sanare una situazione insostenibile, ma il tono generale dell'intervista non è rassicurante: si percepisce rassegnazione e sconfitta, dal momento che "noi abbiamo fatto molto, ma dobbiamo fare di più, perchè evidentemente non è bastato". Morando conclude, infine, senza lasciare molte garanzie per il voto di domenica, dato che "la certezza che non ci saranno brogli, quella, non gliela posso dare". Il buon D'Alema ha voluto minimizzare sulla questione questa sera a Otto e mezzo, cercando di rassicurare gli elettori, lasciando comunque qualche dubbio in merito. Emblematica di questa situazione è, a mio avviso, la figura del governatoreBassolino: il simbolo del malcostume politico e del malgoverno candidato da Bersani per il solo ed evidente fine dei voti. Mi chiedo: è possibile cambiare il corso delle cose in questo modo?
Un'altra partita poco convincente per la squadra di Ciro Ferrara, che al cospetto di una Fiorentina in buono stato di forma deve accontentarsi di un pareggio (1-1), giunto - tra l'altro - dopo che la squadra viola era andata in vantaggio dopo soli cinque minuti: progressione di Jovetic sulla fascia sinistra e assist per Vargas che, a due passi da Buffon, segna la rete del vantaggio. Dopo circa dieci minuti la Juve si rende pericolosa: Sissoko, oggi al rientro, spinge in area una palla vagante per Iaquinta, che la protegge e calcia, senza mettere in difficoltà Frey. Il ritmo è comunque alto e la partita intensa, con continui cambi di fronte e azioni elaborate. Al 20' Poulsen verticalizza per Iaquinta che calcia male; la sua palla diventa però un assist per Amauri, che segna facilmente il pareggio e il suo primo gol in campionato. Al 33' da una punizione di Vargas scaturisce una nuova rete, che viene annullata per fallo di Dainelli su Chiellini. L'ultimo lampo del primo tempo è ancora di Vargas, con un tiro a incrociare che un grande Buffon devìa in angolo.
Ripresa di gioco caratterizzata da pioggia e bassi ritmi, salvo l'inizio che è particolarmente vibrante. Al 4' Diego serve Amauri a centro area che fa da sponda per Sissoko: Frey respinge con i piedi. Il maliano replica dopo un minuto di testa con salvataggio di Gamberini in area. Pochi istanti dopo terribile contropiede della Fiorentina con Vargas che dal limite dell'area appoggia su Jovetic che calcia a lato. Da qui in poi il ritmo del match va calando gradualmente, con sempre meno occasioni, nonostante le sostituzioni effettuate dai due tecnici.